FLUID C, 2020 tecnica mista su carta, cm 105 x 89
Tra i «Pennelli in fuga» – espressione di Cesare Biasini Selvaggi – c’è chi come Renato Galante (Taranto, 1962) torna, con il bagaglio pesante dei 28 anni all’estero, a vivere e a esporre in Italia. Artista tarantino tra i più apprezzati della sua generazione dalla metà anni Ottanta, dal 1995 ha lavorato con diverse gallerie italiane, Extra di Taranto, Paolo Erbetta arte contemporanea di Foggia e Berlino, Sergio Tossi di Firenze, Neos di Santeramo (BA), e olandesi, Stigter Van Doesburg e Manuela Klerkx di Amsterdam, dove è vissuto fino a pochi anni fa. Lo avevamo incontrato a Grottaglie in occasione di una bella bipersonale dell’estate 2015, mostra realizzata con Sarah Ciracì a cura di Antonella Marino, promossa dalla galleria itinerante Cosessantuno di Taranto. Per ritrovarlo in questo ultimo mese, tra settembre e ottobre 2022, a Matera alla Momart Gallery, per la personale che gli ha curato Isabella Battista, dedicata alla sua recente, articolata e vivace, produzione su carta.
La mostra ospitata dalla gallerista Monica Palumbo si è concentrata sulle opere degli ultimi cinque anni, in cui Galante è vissuto molto tempo in viaggio, andata e ritorno tra i Paesi Bassi e la Puglia, lavorando con materiali e negli spazi, fisici e mentali, conciliabili con gli spostamenti. Nelle tappe o lungo i percorsi, tra attese e partenze, ha realizzato numerosissime piccole carte con tecnica mista, poi composte in opere uniche di medio e grande formato. Oltre dieci pezzi, che a ben guardare sono molti e molti di più, che riscrivono un itinerario ideale, un insieme ottenuto magistralmente tra parti distinte e tenute insieme dai segni, come connessioni vibranti. Allusioni a graffiti urbani e a graffi interiori, figure riconoscibili e dall’immaginazione, con cui fissa dei centri e i confini di certe sue “periferie”, che come Battista scrive infatti sono «Visioni dall’alto simili ad agglomerati urbani o a nessi neuronali; lavori millimetrici rievocativi di viaggi». Esplicito sin dai titoli delle opere, “Jetlag” 2020 o della serie “Fluid” 2021-2022, il tema del viaggio si concretizza nel titolo poi scelto per la mostra “mind your step” che letteralmente sta per “fai attenzione al tuo passo”, ripetuto ai passeggeri frettolosi sui marciapiedi mobili degli aeroporti.
A partire dal dittico “Around” del 1999, qui esposto con i suoi nuovi elementi fino al 6 novembre, la ricerca di Galante è costantemente in divenire, attraversando tecniche e media diversi, pur lasciando emergere quel profondo sentimento del distacco che accompagnava “la fuga” e la necessità di ricreare nessi, tra cose, luoghi, le persone e stati d’animo.
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