Mark Dion, Dana Sherwood, Tuguldur Yondonjamts â Mystical geographies and landscapes of deep time: three artists explore Mongolia â installation view â courtesy Pinksummer
Tutto ha inizio con due artisti statunitensi, Mark Dion e Dana Sherwood, partiti alla scoperta della Mongolia. Assieme a loro Tuguldur Yondonjamts, altro artista, con un nome abbastanza impronunciabile da tradire le sue origini mongole. Dion, Sherwood e Yondonjamts ora si presentano con un bel souvenir, una personale a sei mani e tre diversi modi dâintendere un territorio.
Prima le signore. Vuoi per galanteria, o perchĂŠ la presenza di Sherwood è curiosa, legata a lavori che tecnicamente giocano su fasce individuali, ma concettualmente fanno squadra nellâevidenziare quel che preme allâartista: analizzare le aree di compenetrazione tra divisioni fondamentali, nel caso specifico uomo-animale, occidente-oriente, urbanitĂ -natura. Lâartista filtra il territorio, ne diviene interprete presentando il video See/Sight Equus Mongolia, dove la comunicazione corre sul filo dellâintermediazione tra psicologia equina â con zoomate audaci, ma potenti â e umana. Sherwood attua un dialogo non forzato, esplora i punti dâintersezione; lo fa anche quando pone il cibo alla base di illustrazioni dove animali e uomini siedono alla stessa tavola, in serigrafie pastellose che mettono voglia di sfoderare una francesissima âerreâ arrotata tanto sono leziosamente perfette, bon ton e al limite del fiabesco in ogni dettaglio illustrativo.
Delicata nel porsi e nel parlare, Sherwood ha il fisico per questi lavori. Poi però presenta anche quel video, e prendi consapevolezza dâavere davanti unâartista forte, una ricercatrice concettuale per cui sono le scelte formali ad adattarsi al contesto di lavoro, e non il contrario. La prova del nove è il suo stiloso Shamans coat, un giubbotto a marchio Leviâs cucito â in senso allegorico e pratico â alla tradizione sciamanica mongola (lâartista ha cercato nei mercatini locali tutti i pezzi âaggiuntiâ). Lâinsano proposito? Toglierlo dal manichino per un assaggio di Mongolia prĂŞt Ă porter.
Di suo marito, Mark Dion, Dana ci racconta la passione per il surrealismo. E stiamo lĂŹ ad ascoltarla mentre osserviamo le tavole attraverso cui Mark ha parafrasato lâumana velleitĂ di cassificare, stigmatizzando goliardicamente una scienza spesso preda della fantascienza social-populista. Qui entra in scena Roy Chapman Andrews, mitico esploratore (pare abbia ispirato Indiana Jones, non serve aggiungere altro) che con le sue spedizioni in Mongolia è passato dal cercare le origini della razza bianca alla scoperta dei dinosauri. E in un attimo lâevento di ordinario razzismo primo novecentesco si tramuta in unâavventura affascinante, capace di appassionare Mark dai tempi non sospetti della fanciullezza, fino a restituire oggi Chapman Andrews sotto forma di â per dirla alla Munari â scultura-monumento âda viaggioâ, un iconico bambolotto tra il Big Jim e lo sceriffo Woody di Toy Story. Sopra un comodino, sotto vetro, in un quadretto ancien rĂŠgime emblematico del piccato sense of humor di Mark; lo stesso delle tavole classificatorie da gabinetto di scienze dei tempi andati, dove lâartista ha costruito sistemi classificatori che uniscono ornitologia, artisti di chiara fama e tanta fantasia.
Il vero fenomeno tuttavia è Yondonjamts. Quale altro appellativo per uno che occupa una parete intera con cinque strisce in pelle di serpente impressa su acetato, righe dove ha tracciato lâantica storia di Khan Karangui in linguaggio binario chiamato SAA, equivalente a centinaia di punti variopinti, come granaglie in unâinstallazione dallâimpatto distributivo molto Land Art. CâavrĂ pure speso tempo e pazienza come dice, ma sono stati ampiamente ripagati.
Andrea Rossetti
mostra visitata il 22 giugno 2019
Dal 22 giugno al 12 ottobre 2019
Mark Dion, Dana Sherwood, Tuguldur Yondonjamts â Mystical geographies and landscapes of deep time: three artists explore Mongolia
Pinksummer contemporary art
Palazzo Ducale â Cortile Maggiore 28r
Piazza Matteotti 9 â 16123 Genova
Orari: da martedĂŹ a sabato, ore 15.00 / 19.30
Info: tel. +39 0102543762; info@pinksummer.it; www.pinksummer.com
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