Categorie: Mostre

“Pain of Pleasure” | Christa Joo Hyun D’Angelo, Mads Hyldgaard Nielsen & Sally von Rosen a Milano

di - 14 Dicembre 2025

Negli spazi di Foro Buonaparte 68, l’esposizione invita a riflettere sul punto di incontro tra estasi e dolore, desiderio e limite, corpo e materia. La mostra curata da Domenico de Chirico si fonda sull’ambivalenza del piacere, inteso non come gratificazione immediata, ma come forza che vive di tensione, eccesso e trasformazione. Seguendo la logica della jouissance lacaniana (un godimento che si spinge oltre il simbolico, dove l’euforia si incrina e si fa ferita) Pain of Pleasure esplora ciò che rimane quando il desiderio esonda e si fa esperienza fisica, coinvolgendo perdita e vulnerabilità. Una condizione liminale che, secondo il curatore, “non offre catarsi, ma un luogo di sospensione, dove dolore e piacere si trasformano incessantemente l’uno nell’altro”.

Pain of Pleasure. Installation view, Tempesta Gallery, Milano. Ph. Sarah Indriolo

All’interno di questa dimensione si collocano le tre ricerche artistiche protagoniste, diverse nei linguaggi ma convergenti in un’indagine sul corpo come spazio di memoria e conflitto. Christa Joo Hyun D’Angelo affronta vulnerabilità, paura e ciò che resta invisibile nelle relazioni attraverso video, neon, installazioni e sculture. Attingendo a narrazioni personali e memorie, esplora comportamenti precari e intimità oscure, ridefinendo la normalità e facendo della differenza fonte di emancipazione e guarigione. Nel video The Death Drive – A Love Story si intrecciano autobiografia, cinema e cultura pop, in un’indagine sull’ambiguità dell’amore e la violenza latente nelle relazioni intime. La violenza non come evento da osservare, quanto piuttosto una grammatica emotiva che struttura il desiderio, invitando lo spettatore a riflettere sulla convergenza tra dolore e piacere.

Pain of Pleasure. Installation view, Tempesta Gallery, Milano. Ph. Sarah Indriolo

I dipinti di Mads Hyldgaard Nielsen introducono un’esperienza visiva e sensoriale intensa. La sua ricerca trasforma la pittura in atto di trasgressione e dissoluzione, dove l’immagine supera i propri limiti e diventa esperienza fisica. Evocando atmosfere barocche e manieriste, Nielsen rappresenta corpi fluttuanti, paesaggi in combustione e frammenti di materia attraversati da luce e movimento. Attraverso scenari di tensione, collasso e rinascita, egli esplora quella che definisce la “catastrofizzazione del sacro”: la bellezza emerge dalla rovina e il desiderio si manifesta come energia che attraversa la superficie pittorica. Le sue tele non rimandano banalmente ai concetti di dolore e piacere, li rendono invece percepibili come forze in trasformazione, in un continuo alternarsi tra contemplazione e turbamento.

Sally von Rosen completa il percorso con le sue sculture ibride, assemblate con materiali organici e industriali per dar vita a forme che oscillano tra residui corporei, organismi in metamorfosi e strutture semi-tecnologiche. La sua pratica indaga frammentazione, connessione e potenziale trasformativo della materia, ispirandosi al mito platonico dell’essere sferico e al vital materialism di Jane Bennett. Le opere della von Rosen si configurano come entità materiche che esprimono desiderio e resilienza, incarnando la possibilità di mutare. La scultura diventa così luogo di attraversamento emotivo, dove il corpo desiderante incontra la propria possibilità di dissolversi e rinascere.

Pain of Pleasure. Installation view, Tempesta Gallery, Milano. Ph. Sarah Indriolo

Nel loro insieme, le opere dei tre artisti costruiscono una narrazione che supera i confini dei singoli linguaggi. Video, pittura e scultura convergono in una riflessione condivisa sul corpo, sul desiderio incarnato e sulla vulnerabilità come forma di presenza politica. Il percorso sensoriale e concettuale di Pain of Pleasure porta i visitatori a confrontarsi con dimensioni emotive spesso rimosse nella quotidianità contemporanea, dominata da anestesia affettiva e virtualizzazione dei corpi. La mostra, in sintesi, invita a tornare al sentire, all’intensità e al corpo come strumenti di conoscenza. Attraverso le opere di D’Angelo, Nielsen e von Rosen, Pain of Pleasure esplora la frizione tra piacere e dolore, una condizione in cui si generano esperienze radicali e autentiche dell’essere umano, riflettendo sulla complessità e sulla trasformazione incessante dei nostri desideri.

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