Categorie: Mostre

Perdere il contatto con la realtà: gli scenari di Tatiana Trouvé a Palazzo Grassi

di - 12 Aprile 2025

Superando la soglia che separa Venezia dall’ingresso di Palazzo Grassi, si entra – con pochi passi – nel lavoro più interessante fra quelli esposti nella mostra di Tatiana Trouvé, La strana vita delle cose, visitabile fino al 4 gennaio 2026. Hors-sol è un’opera particolarmente defilata rispetto a quelle abitualmente utilizzate per ornare tridimensionalmente l’atrio del palazzo storico, la quale sovrascrive in buona parte l’elaborato pavimento di marmo con asfalto nero e tombini provenienti da varie città.

La forza simbolica di questo lavoro aumenta proseguendo all’interno del percorso, di piano in piano, fino all’ultimo, dal quale l’immagine che si presenta guardando verso il basso non è più quella di una strada colonizzata dai chiusini, ma di una costellazione. Tra i punti celesti, nei momenti di massima affluenza, si scorgono i visitatori – simili a sciami di asteroidi e pianeti in orbita – ignari di star prendendo parte ad una condizione poetica latente, che si manifesta solo da un punto di vista eccentrico.

Tatiana Trouvé, The Guardian, 2020 Pinault Collection. Courtesy the artist and Gagosian. Photo credit: Florian Kleinefenn © Tatiana Trouvé, by SIAE 2024

Scultura e installazione nella pratica artistica di Tatiana Trouvé

Proseguendo verso il primo piano, il visitatore è accolto dalla serie scultorea The Guardians, di cui l’intero allestimento è costellato, insieme alle Notes on Sculpture dell’artista. Nella prima serie, tutti i lavori sono accomunati da uno schema ripetitivo: una sedia o un altro supporto su cui sono disposti abiti, scarpe, borse e libri, tracce di memoria personale raccolte dall’artista. La riproduzione di questi oggetti, tramite fusioni in bronzo – pratica comune anche agli altri nuclei di opere – accentua il senso di sospensione temporale, congelando frammenti di quotidianità in una forma artificiosa. Se inizialmente l’iperrealismo della lavorazione stupisce per la sua straordinaria perizia tecnica, col proseguire del percorso le reiterazioni del processo sfociano in un manierismo ridondante. I temi che l’artista intende evocare – dalla memoria al sogno – sono richiamati dai libri scolpiti nel marmo o in altri materiali lapidei, manifestandosi in maniera puramente allusiva sotto forma di note bibliografiche poco integrate nelle opere.

Tatiana Trouvé​, Notes on Sculpture, December 28th, “Charles”, 2025, Collection of the artist; The Guardian, 2024, Collection of the artist, courtesy Gagosian © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

In contrasto con le sculture, le opere installative emergono maggiormente nella mostra: esse si espandono all’interno dello spazio e coinvolgono il visitatore in quei “mondi spaziali, mentali e temporali” di cui parla l’artista. Timidamente, queste installazioni si spingono anche a interagire con l’architettura del palazzo, scavando inizialmente la parte più superficiale delle doppie pareti e, successivamente, sfondandole completamente. Le aperture così create sono chiuse da porticine di vetro che rivelano gli spazi celati dall’altra parte, facendo perdere alla materia il suo carattere massivo per diventare soglia, punto di accesso a mondi liminali connessi alla realtà.

Tatiana Trouvé​, The Residents, 2021-25, Collection of the artist, courtesy Gagosian; The Guardian 2019, Pinault Collection © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

In definitiva, ciò che emerge dalla mostra non è tanto un’opposizione fra scultura e installazione, quanto piuttosto una divergenza più profonda nel rapporto con il reale. Le sculture, nella loro meticolosa riproduzione dell’oggetto, finiscono per fossilizzarlo, trasformando la realtà in reliquia, svuotata della sua tensione esperienziale. È paradossalmente proprio nel tentativo di afferrarla che la realtà sfugge: più l’artista la mima, più essa si spegne. È invece nel momento in cui l’artista cerca, tramite lo sfondamento di una parete verso un altro mondo, che il reale si fa presente, in quanto contingenza con l’altrove e antinomia della dimensione trovata.

Tatiana Trouvé​, L’appuntamento, 2025, Collection of the artist; © Tatiana Trouvé, by SIAE 2025. Installation view, “Tatiana Trouvé. The strange Life of Things”, 2025, Palazzo Grassi, Venezia. Ph. Marco Cappelletti and Giuseppe Miotto / Marco Cappelletti Studio © Palazzo Grassi, Pinault Collection

Il luogo dell’immaginazione

Al secondo piano della mostra, il disegno assume un ruolo centrale. Lontani dall’imitazione della realtà che caratterizza le sue sculture, i disegni creano spazi fluidi e porosi, in cui ambienti interni e paesaggi naturali si intrecciano senza soluzione di continuità. Realizzati su carta incollata su tela, prevalentemente a matita nera, questi lavori non si limitano a raffigurare oggetti e architetture, ma li trasfigurano in scenari sospesi, carichi di inquietudine e di una sottile tensione narrativa.

Tatiana Trouvé, Le voyage vertical, from the series Les dessouvenus, 2022. Pinault Collection. Courtesy the artist and Gagosian. Photo credit: Thomas Lannes © Tatiana Trouvé, by SIAE 2024

A differenza delle opere tridimensionali, i disegni di Tatiana Trouvé riescono a mantenere una vitalità e un’apertura interpretativa maggiori. L’eco del piano inferiore è ancora presente – alcuni di questi disegni nascono infatti come studi preparatori per i lavori plastici – ma in una forma più libera e immaginifica. Gli oggetti che nelle sculture sono riprodotti con una fedeltà ossessiva e vincolati a una logica di accumulo, qui diventano tracce impalpabili, elementi di un paesaggio mentale più che presenze concrete. In questo modo, il disegno non si limita a essere il punto di partenza di un processo scultoreo, ma si afferma come il vero luogo dell’immaginazione, capace di aprire scenari che la rigidità della materia finisce per soffocare.

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  • Avete spiegato molto bene la mostra di Tatania Trouve. Mostra che ho visitato con la guida poiché non è di facile interpretazione.

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