Categorie: Mostre

Perdersi nelle notti stellate di Vija Celmins: la mostra alla Fondazione Beyeler di Basilea

di - 18 Settembre 2025

È la signora delle notti stellate. Vija Celmins, artista lettone che vive negli USA, le ha dipinte su molte tele. Sono le infinite possibilità di una volta celeste appese alle pareti della Fondazione Beyler a Basilea – dove fino al 21 settembre è in corso una sua retrospettiva – e nelle quali scivoliamo, senza riuscire a smettere di guardare. Per cercare le differenze tra l’una e l’altra e giocare a indovinare possibili costellazioni. E perché le stelle sono un polo attrattivo. Le osserviamo anche noi, con il gusto dell’indagine di un altrove, un po’ come fa lei quasi ogni sera, quando esce nei prati intorno alla sua casa studio a Long Island, vicino a New York, e sta contemplare il buio tempestato di brillanti. Lo scopriamo grazie a un bellissimo documentario, Vija Celmins: To Fix the Image in Memory, dei cineasti Ila Bêka e Louise Lemoine.

Vija Celmins, Astrographic Blue (Bleu astrographique), 2019-2024 Huile sur toile, 50 x 33 cm, Matthew Marks Gallery, © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery, Photo: Aaron Wax, Courtesy Matthew Marks Gallery

Sono quadri ognuno diverso dall’altro perché lei è la regina dei dettagli. Lavora sul microscopico anche nelle infinite tele di ragnatele, deserti, oceani, superfici lunari. Un insistere meticoloso nei particolari, che fa intuire una concentrazione totale su ogni sfumatura. Una forma di meditazione? Nel suo universo visivo si annidano anche oceani increspati, ragnatele e superficie lunari. E grandi nevicate: «Vengo dall’inverno. Camminare nella neve da bambina, in Lettonia, fu una magia che non ho mai dimenticato».

Vija Celmins, Untitled (Coma Berenices #4), 1973 Graphite sur fond acrylique sur papier, 31,1 x 38,7 cm, UBS Art Collection, © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery

Vive e ci trascina in una costante vicinanza empatica con la natura. È con il suo mondo naturale e quotidiano che si racconta. Infatti compaiono anche degli oggetti nei quadri, molti che la circondano nel suo studio. Dipinti e disegni a carboncino che svelano le strutture e anche un po’ l’anima, dalla copertina di un libro giapponese, allo smalto incrinato di un vaso coreano, a una conchiglia erosa che diventa quasi una rosa di mille anni fa.

Vija Celmins, Untitled (Web #1) [Sans titre (Toile #1)], 1999 Fusain sur papier, 56,5 x 64,9 cm, Tate, ARTIST ROOMS, Londres, Royaume-Uni, © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery, Photo: Tate
A Basilea sono riuniti circa 90 lavori, tra dipinti, disegni, sculture e stampe, di questa artista che ha realizzato poco più di 200 opere in tutta la sua carriera e non ha mai avuto la fame del palcoscenico. Tanto che Vija Celmins in Italia è sconosciuta ma nel mondo è stata omaggiata da importanti retrospettive al San Francisco Museum of Modern Art e al Metropolitan Museum of Art di New York nel 2018, oltre che alla Art Gallery of Ontario di Toronto nel 2019. Nel 2023 è stata insignita del prestigioso Praemium Imperiale.

Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann
Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann
Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann
Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann
Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann
Veduta della mostra, Vija Celmins, Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2025 © Vija Celmins, Courtesy Matthew Marks Gallery Photo : Mark Niedermann

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