Categorie: Mostre

Saluti da… Giuseppe Raffaele. L’artista messinese espone a Tufano Studio di Milano

di - 23 Maggio 2024

Cosa succede quando per riuscire a trovare la propria strada si decide di ripartire dalle proprie origini? Bisognerebbe chiederlo proprio a lui, a Giuseppe Raffaele, che nel periodo del primo lockdown decide di ripartire dalla propria terra per impostare un lavoro di ricerca dai risvolti tutt’altro che scontati. Raffaele raccoglie letteralmente parti di terreno, quella terra su cui ha camminato per anni, che lo ha visto crescere e diventare artista. La mostra è una vera e propria metafora del “viaggio” personale di questo autore che trova “approdo” negli ambienti di Tufano Studio, luogo che porta avanti il lavoro di ricerca di Antonio Tufano, personalità molto nota nel mondo dell’arte che negli anni ’90 invitava gli artisti a depositare le proprie creazioni all’interno di un inceneritore (un camion dell’AMSA) collocato nel proprio studio. Le opere venivano bruciate per dare spazio ad altre creazioni e le ceneri diventavano il punto di partenza di nuove ricerche.

Giuseppe Raffaele, Espositore di luoghi, 2022

L’esposizione non segue una linea del tempo e l’allestimento, curato da Ivan D’Alberto, è propedeutico alla restituzione di una panoramica sulla produzione di Raffaele. Il tema del “viaggio” si ritrova nell’installazione posizionata all’ingresso dello spazio, un Espositore di luoghi dove sono collocate una serie di cartoline rivestite da tante tipologie di terreno: materiale raccolto direttamente da varie parti della regione Sicilia e applicato sopra i supporti cartacei. Una raccolta che ci invita a riflettere sulla velocità con cui muta la società e su come, senza neanche accorgercene, cambiano i mezzi e i metodi di comunicazione. La cartolina era, fino a pochi anni fa, un mezzo di scambio, un oggetto che simboleggiava la volontà di comunicare agli altri di aver pensato a loro in un preciso istante: durante un viaggio, una vacanza, un momento passato chissà dove. Ad oggi le cartoline ci appaiono quasi come un oggetto d’epoca, un metodo di comunicazione desueto che è stato sostituito dai più rapidi e “smart” social media. Eppure Raffaele ci invita a concentrarsi sulla valenza dell’oggetto, a riconciliarsi con una realtà in cui piccoli simboli della quotidianità sono divenuti ormai reliquie. I pezzi che compongono L’Espositore di Luoghi che rimanda all’objet trouvé di matrice duchampiana possono essere presi liberamente e portati via dal pubblico che si troverà a visitare la mostra.

Giuseppe Raffaele, Serie Ombre, 2024

Un’altra sezione che compone la mostra è quella che vuole proiettarci nell’album fotografico dei ricordi di Giuseppe Raffaele. Si tratta di una serie di fotografie su cui viene applicata ancora una volta della terra. La Serie ombre (2024) ci porta nelle terre siciliane esplorate dall’artista, immagini nitide sulle quali compaiono sagome di figure di un tempo ormai passato. Personaggi senza un’identità definita, a differenza dei luoghi catturati attraverso l’obiettivo, individui nei quali chiunque può rispecchiarsi per ritrovare tracce della propria storia personale. Una contrapposizione tra l’oggettività dei luoghi e la soggettività dei personaggi che siedono in riva al mare o giacciono nel proprio giardino che sottolinea uno dei passaggi principali della poetica del giovane artista, il tentativo di far incrociare la storia personale – memorie sbiadite, ricordi che sembravano rimossi – e quella collettiva.

Se le cartoline rappresentano le memorie di viaggi e momenti speciali, i distributori di palline sono invece il simbolo della quotidianità estiva nelle località balneari.

Giuseppe Raffaele, Distributore di puzzle, 2024

Qui la scultura si fa quasi ready-made: un distributore è posto negli spazi di Tufano Studio e, tramite l’inserimento di una moneta da un euro, è possibile ricevere una pallina di plastica contenente un puzzle di terra siciliana. Sfumature e gradazioni differenti rendono ogni pallina diversa dalla precedente, in modo da rendere personale un’esperienza che è in realtà strettamente legata al passato di chi ce la propone. Un’operazione completamente svincolata da qualsiasi logica di mercato, in cui gli individui assurgono a protagonisti grazie ad una relazione insolita con un materiale, la terra, di cui prendersi cura.

Vi sono, infine, i castelli di sabbia, realizzati in spiaggia da Raffaele insieme a dei bambini. Elevati ad opere d’arte e posizionati all’interno di piccole teche, sono l’ennesima dimostrazione del rifiuto del giovane artista di adeguarsi alle regole dell’attuale mercato. Il suo obiettivo è piuttosto quello di dare vita a creazioni che possano realmente evocare memorie, emozioni e connettere chiunque venga a contatto con questi oggetti di straordinaria normalità.

Giuseppe Raffaele, Castelli, 2024

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