Categorie: Mostre

Segni, grafie e spazi di Dadamaino da scoprire al Musma di Matera

di - 5 Luglio 2025

Il MUSMA – Museo della Scultura Contemporanea di Matera presenta la mostra Dadamaino. Segni, grafie, spazi, a cura di Flaminio Gualdoni, in apertura sabato, 5 luglio 2025, alle ore 18:30, negli spazi di Palazzo Pomarici, nel cuore dei Sassi. In mostra una significativa selezione di opere realizzate da Dadamaino (1930–2004) tra il 1975 e il 1996.

Tra le maggiori protagoniste dell’arte visiva italiana e internazionale del secondo Novecento, Dadamaino, pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, ha costruito un linguaggio radicale, in cui il segno si fa puro, assoluto, autonomo. Dopo una prima formazione scientifica, si avvicinò all’arte nei tardi anni ’50, entrando in contatto con il gruppo di Lucio Fontana e Piero Manzoni. Proprio con Manzoni prende parte all’esperienza del Gruppo Zero, sviluppando una ricerca autonoma e concettualmente rigorosa.

Lettere 6-10-11, 1979, cm 207 x 81, Foto Pietro de Ruggeri. Courtesy Archivio Dadamaino

Nota per le sue Volumi (1958-60), tele monocrome ritagliate da fori ovali, Dadamaino indagava la smaterializzazione della forma e la percezione del vuoto. Negli anni successivi proseguì una sperimentazione analitica attraverso serie come L’inconscio razionale e I fatti della vita, in cui l’arte si avvicina alla scrittura, al segno e alla serialità.

Ha esposto in numerose mostre internazionali, tra cui più edizioni della Biennale di Venezia e di Documenta a Kassel. La sua opera è oggi riconosciuta come tra le voci più rigorose e visionarie del minimalismo concettuale europeo.

Movimento delle cose, 1991, cm 840 x 120, foto Pietro De Ruggeri. Courtesy Archivio Dadamaino

Il percorso, frutto della collaborazione con Archivio Dadamaino, include alcuni dei lavori più noti, come le serie, Costellazioni e Il movimento delle cose, oltre a Inconscio razionale e I fatti della vita, accanto a un nucleo prezioso di opere inedite in ceramica, realizzate a Matera nel 1975 nella bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

Come sottolinea Flaminio Gualdoni, «Il suo intento maggiore era la purificazione assoluta del segno nello spazio, dichiarando solo se stesso e la propria capacità di senso». Un’intenzione che si riflette anche nell’opera I fatti della vita, legata simbolicamente all’azione culturale avviata nel 1978 da Pietro Consagra per la salvaguardia dei Sassi, insieme a un gruppo di artisti tra cui proprio Dadamaino. Tra le opere in mostra: due terraglie e il piatto Fronte dell’Arte, testimonianze rare della versatilità tecnica dell’artista.

Movimento delle cose, 1993 cm 1300 x120, Foto Pietro De Ruggeri. Courtesy Archivio Dadamaino

La mostra sarà visitabile fino al 5 ottobre 2025.

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