Kobayashi Kiyochika, Bellezza dell'era Kyōhō, dalla serie "Motivi floreale", stampa xilografia, 1986
Skira, il più antico marchio nella storia dell’editoria d’arte internazionale, presenta la mostra Utamaro, Hokusai, Hiroshige. Geishe, samurai e la civiltà del piacere presso la Società Promotrice delle Belle Arti di Torino, a cura di Francesco Paolo Campione, dal 23 febbraio al 25 giugno 2023.
La rinomata casa editrice italiana omaggia il Giappone con una mostra di oltre 300 capolavori, alcuni dei quali inediti, dei maestri Utamaro, Hokusai, Hiroshige, Kunisada, Yoshitoshi, Sharaku, un’occasione per immergersi nell’universo giapponese, osservando da vicino l’arte della stampa artistica xilografica a colori, chiamata ukiyo-e, che letteralmente significa immagini del mondo fluttuante. Le opere esposte provengono dalle collezioni del MUSEC di Lugano, dal Musei di Arte Orientale di Venezia, dal Museo dell’arte Orientale di Torino, dal Civico Musei d’arte Orientale di Trieste, dalla Fondation Baur Musée des Arts d’Extrême-Orient di Ginevra e da importanti collezioni private.
La mostra offre un percorso tematico che racconta la civiltà del piacere: quel periodo chiamato Edo che va dal 1603 al 1868. In quell’epoca il popolo giapponese viveva una politica di isolamento e chiusura dal resto del mondo (sakoku), contemporaneamente ad un’appagante benessere generale, durante il quale veniva imposto ad ogni persona di mantenere un determinato ruolo sociale. La morale e le limitazioni erano piuttosto rigide così, per sfuggire alle regole imposte, le classi dei mercanti e degli artigiani hanno dato vita ad un “universo fluttuante” basato sulla necessità di gioire dell’attimo presente, lasciandosi andare ai capricci.
La ricca produzione xilografica documenta questo complesso mondo di contraddizioni e meraviglie. Il percorso espositivo accompagna il visitatore con immagini che vanno dalla poesia del paesaggio, il genere principale della produzione artistica giapponese, alla natura domata, composta dalla pittura di fiori e uccelli; dalle maschere teatrali e la necessità del teatro kabuki di mettere in scena i drammi della vita con espressività e movimento, alla difficile condizione subalterna della donna, imprigionata nell’immaginario della geisha, a metà tra artista ed oggetto di piacere. Una sezione della mostra è dedicata esclusivamente agli adulti, offrendo una panoramica sull’arte dell’amore dell’epoca e la relativa produzione di libri erotici illustrati, considerati al pari di oggetti preziosi. Non mancano le stampe dedicate alle gesta eroiche dei guerrieri della tradizione giapponese. Infine la mostra si conclude con un’installazione multimediale, un’esperienza immersiva dedicata alla Grande Onda di Hokusai, il simbolo dell’ukiyo-e.
La mostra è accompagnata da un catalogo che documenta l’universo iconografico dell’arte e della cultura del Giappone.
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