Seri, amuleto (dettaglio)
Come può il nostro corpo diventare un oggetto tra gli oggetti nello spazio? Se siete a Pesaro, ancora qualche giorno per visitare UN/NATURAL #2. Corpo Ambiente, seconda di cinque mostre organizzate da Spazio TORRSO che, in occasione di Pesaro Capitale italiana della Cultura 2024, ha voluto coniugare nel corso dell’anno artisti e artiste da tutt’Italia. Aperta fino al 21 aprile 2024, questa seconda esposizione – a cura di Francesca Cerfeda e Claudia di Francesco – vede protagonisti i linguaggi di Michele Cotelli e Giulia Seri, ruotando attorno al rapporto complesso tra percezione del corpo e percezione dello spazio.
Spazio TORRSO continua a rispondere allo slogan di Pesaro 2024, La natura della cultura, indagando le possibilità di interscambio, fusione e decostruzione di questo binomio: dopo Artificiale Naturale – mostra con cui si è aperta la programmazione lo scorso gennaio – è il momento di Corpo Ambiente. Tra sculture, ceramiche e acquerelli, il corpo viene esaminato come oggetto nello spazio e, a sua volta, come spazio di oggetti, pur conservando la sua “umanità”.
Lo sa bene Giulia Seri, che sembra vivisezionare i soggetti dei suoi acquerelli: interazioni e stati emotivi vengono rivelati anche dall’interno dei loro corpi, nell’aggrovigliarsi di ossa, organi, tessuti e vasi sanguigni, in un esercizio visivo continuo tra il dentro e il fuori. Estratti e isolati, ritroviamo dei frammenti anatomici anche ai nostri piedi, nell’opera Amuleto: come in un piccolo corredo funerario di ceramica smaltata, occhi, mani e orecchie sono oggetti tra i tanti, disposti insieme a monili di ogni genere.
Di fronte alla visceralità dei due amanti in Doppio filtro, altre due sagome si interrogano su come può manifestarsi un contatto: è Michele Cotelli con l’opera Una schiera di Vanesse #04, in cui due strutture adiacenti affondano nella stessa parete, unendosi senza sfiorarsi. I suoi gruppi scultorei, utilizzando il linguaggio binario ferro-cera paraffina, rispondono alla scomposizione di Seri con una nitida sintesi materica. A guardarli bene sembrano figure ridotte in minimi termini, con parti più solide e stabili ed altre più indefinite e frangibili, parti che si estendono verso il vuoto e altre che restano ben ancorate ai supporti: se l’antropomorfismo resta un ricordo, le loro forme ci spingono a ripensare lo spazio che può occupare una presenza – noi compresi.
Spazio del corpo, corpo come oggetto, oggetto nello spazio: in fin dei conti, anche se l’ordine e le proporzioni dei termini possono mutare, Corpo e Ambiente condivideranno pur sempre l’essere struttura, intesa come possibilità di “farsi contenitore” di qualcosa – ed essere contenuti da qualcos’altro al tempo stesso.
A continuare la ricerca sulle dicotomie ci penseranno i prossimi appuntamenti espositivi: Io Altro, mostra di Luca Campestri e Lorenzo Scarpellini, a cura di Alessandro Mescoli, verrà inaugurata il 19 maggio 2024, e a seguire Organico Inerte il 22 settembre 2024, con Flavia Spasari e Marco Augusto Basso, a cura di Francesco Nava. Chiude il cerchio il 10 novembre 2024 la collettiva L’innaturale vivere, a cura dello stesso Michele Cotelli con Riccardo Baruzzi, Rudy Cremonini, Matteo Fato, Michelangelo Galliani, Nicola Samorì e Davide Tranchina.
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