Giovanni Campus, Installation view, ph. Giorgio Marturana
Giovanni Campus ha fatto del rapporto tra spazio, processo e tempo la materia della sua ricerca artistica. Le mostre che lo hanno visto protagonista negli ultimi decenni, sono state accompagnate dai testi di Palma Bucarelli, Luciano Caramel e Giulio Carlo Argan, solo per citarne alcuni, e ha esposto in importanti esposizioni a Roma, New York, Londra e Milano (dove attualmente vive e lavora). Campus ha donato alla Città di Cagliari una scultura site-specific, collocata nei Giardini Pubblici, realizzata nel 2018 dal titolo Tempo in processo, una grande L in metallo e marmo di Orosei. L’installazione ambientale, a un passo dall’ingresso dei Giardini, ricorda il legame con lo spazio in cui è inserita e dialoga con esso.
L’Assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Cagliari, Maria Dolores Picciau, porta avanti un progetto tanto ambizioso quanto importante per la città: realizzare un Museo a cielo aperto nei parchi e nelle aree verdi, attraverso il posizionamento di sculture realizzate da artisti contemporanei. Un segno di apertura verso l’arte urbana, così fondamentale per la Sardegna, da San Sperate a Orgosolo, da Villasimius a Tortolì. A seguito dell’importante donazione di Campus, Marco Meneguzzo, docente di Storia dell’Arte Contemporanea e di Museologia e Gestione dei Sistemi Espositivi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, ha curato la mostra “Tempo in processo. Opere 1965-2021”.
Con questa l’esposizione, Meneguzzo, racconta oltre cinquant’anni del percorso artistico di Campus attraverso 19 opere di grandi dimensioni. Le grandi superfici monocrome attraversate da rette o tangenti in metallo brunito, così come le tele sagomate, svuotate e scomposte sono esemplificative della produzione di Campus più nota al grande pubblico. L’installazione Forma. Interno-esterno. Articolazione del 1978 composta da tre elementi, rappresenta una delle immagini più complete della poetica dell’artista: l’opera cambia a seconda dello spazio in cui viene collocata, ma mantiene le forme e le cromie che caratterizzano tutta l’opera dell’artista di Olbia.
Inoltre è stata preparata una piccola mostra collaterale all’aeroporto Mario Mameli di Cagliari/Elmas, nello spazio espositivo recentemente aperto nell’area delle partenze, a un passo dalla Biblioteca, che offre un assaggio dell’esposizione all’interno della Galleria Comunale.
In poche righe scritte nel 2019 da Bruno d’Amore si può trovare la sintesi della mostra Tempo in processo: «Campus è un vero poeta della materia, della forma, del segno e dell’energia che da esse si sviluppa. Una poesia sottile ma prepotente che parte dalle opere, penetra l’ambiente, satura in ogni suo aspetto il visitatore, il quale percepisce, più che vedere, le sottili armonie liriche che sono la vera creazione artistica, il vero prodotto creativo».
Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…
Negli spazi napoletani della Galleria Umberto Di Marino, Diego Perrone presenta due serie di opere sulla soglia tra immagine e…
La Design Week di Singapore diventerà una Biennale: più tempo per la ricerca, progetti più approfonditi e un'apertura internazionale, per…
L'archistar Kengo Kuma, insieme a BDP e MICA Architects, si aggiudica il progetto per il restyling dell'ala Sainsbury della National…
Oltre 50 lavori che ripercorrono le fasi della produzione dell’artista sono in vendita online. Inclusa l’opera “BRUNO CORÀ TEE”, dedicata…
Fino al 27 settembre, con oltre 150 opere, la mostra racconta un artista eccentrico e incredibilmente colto, capace di attraversare…