Categorie: Mostre

Terra! Stefano Cescon approda da Gaggenau, a Milano

di - 15 Ottobre 2022

I Nativi americani proverbiavano che la terra non appartenesse all’uomo ma, al contrario, che fosse l’uomo ad appartenere alla terra. Se le tracce di appartenenza sono di difficile reperibilità, il passaggio invece, quello sì, è assai rintracciabile. Stefano Cescon, vincitore dell’ottava edizione del Premio Cramum e protagonista del terzo appuntamento del ciclo “Materiabilia” promosso da Gaggenau e CRAMUM, è passato su(lla) Terra(!) e affida la sua testimonianza attraverso la geniale invenzione di una nuova tecnica che fonde la pittura con la scultura grazie alla cera e alla paraffina.

Se Cristoforo Colombro esclamava “Terra! Terra!” dopo settimane di navigazione, vedendo da lontano per la prima volta l’America, Terra! è anche l’esclamazione entusiasta di Cescon all’approdo a uno stile pittorico materico e a tratti informale, che inverte la rotta per intraprendere una nuova via che gli permetta di ripensare il ruolo stesso della pittura.

Stefano Cescon, Terra! ©francesca piovesan, courtesy Cramum, Gaggenau

In mostra da Gaggenau non dunque semplici opere ma un vero e proprio nuovo lessico artistico, che unisce passato e presente e si basa sulla fusione di linguaggi diversi. Nel percorso espositivo le opere raccontano di un fare originale e primigenio che non si assomiglia mai. Proprio, verrebbe da dire, come Roland Barthes, e tutti noi. Il ritmo con cui lavora Cescon, perché di ritmo si tratta, viene dal suo modo di lavorare, viene da ciò che produce.

Stefano Cescon, Terra! ©francesca piovesan, courtesy Cramum, Gaggenau

Certo, c’è un controllo, c’è un ritmo predeterminato, che segue fedelmente. Ma può anche cambiare durante la lavorazione, non deve essere necessariamente primario. Cambiando, ovviamente, muta l’effetto generale del lavoro: nel mutamento del ritmo esiste il cambiamento di superficie, di immagine che esce fuori. Accade anche se il ritmo è predeterminato. Non è detto infatti che il risultato sia corrispondente al pensiero iniziale. Cescon approda all’astrazione e raggiunge il passo precedente a quello del non ritorno, quello della monocromia, come se di riprodurre qualcosa che esiste già e che poteva essere guardato non vi fosse bisogno alcuno.

Stefano Cescon, Terra! ©francesca piovesan, courtesy Cramum, Gaggenau

Le opere, piccole o grandi, di dimensione geometrica sembrano allettare circa la necessità della geometria come forma portante di qualsiasi figurazione, non determinata da ciò che appare bensì da ciò che costruisce quest’apparenza. Se ogni cosa ha una geometria che la sottende, allora è legittimo un nuovo modo di intendere lo spazio. Le scoperte della materia e della scultura sono state come nuovi occhi di Stefano Cescon che ha fuso le due dimensioni creando opere ambigue e indefinibili che navigano tra la pittura e la plasticità.

La cera è stata uno dei primi materiali impiegati nella pittura, a cui Cescon ha saputo trasferire tridimensionalità, realizzando opere che non sono semplici quadri, ma materia che si proietta nello spazio, dando nuova linfa alla ricerca sull’estroflessione di Mazzucchelli e Castellani.

Stefano Cescon, Terra! ©francesca piovesan, courtesy Cramum, Gaggenau

Di fronte a sedimentazioni calcaree o marmoree, questo la nostra mente immagina, frutto di un processo chimico che non permette mai di prevedere un effetto estetico preciso l’uniformità cui siamo portati a rispondere e la percezione cui tendiamo ad aggrapparci viene meno. Ogni opera si compone di velature veloci, non rinunciando a delle vere e proprie dissonanze. Sono immagini istintivamente ricercate, come una vera e propria scrittura ritmica che non è semplice urgenza espressiva bensì una forma d’arte evoluta. Immagini che ci si danno per accostamenti di colori, favorendo l’incontro tra opacità e brillantezza in cui è costudito quell’ideale, armonico e discordante, della bellezza.

Non interpretando, bensì vedendo cosa è e perché è, non cosa significa, possiamo davvero vedere le opere di Stefano Cescon. E raggiungere Terra!

Articoli recenti

  • Mercato

La Venezia di Bellotto torna da Christie’s dopo 138 anni: stima fino a 6 milioni di sterline

Capolavoro giovanile del vedutista veneziano, il monumentale "Bacino di San Marco dal Canale della Giudecca" passerĂ  al vaglio della casa…

8 Giugno 2026 18:28
  • Mostre

Barocco in metamorfosi: la resilienza del vivente di Aldo Salucci

"Aldo Salucci. Sospesi tra essere e divenire" è organizzata da CRAG – Chiono Reisova Art Gallery in collaborazione con Galleria…

8 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Dietro le linee di Mondrian: il restauro accende una nuova luce su un capolavoro

Dopo oltre cinque anni di studi e di restauri, il capolavoro di Piet Mondrian della Collezione Peggy Guggenheim torna esposto…

8 Giugno 2026 16:30
  • Fotografia

Il MAST di Bologna dedica una grande retrospettiva ai maestri della fotografia industriale Bernd e Hilla Becher

La fotografia come catalogo del paesaggio industriale: attraverso piĂą di 350 fotografie originali in bianco e nero, la mostra bolognese…

8 Giugno 2026 16:24
  • Musei

MAXXI Roma: si chiude dopo tre anni il mandato di Francesco Stocchi

Nominato nel 2023, Francesco Stocchi concluderĂ  a fine giugno il suo mandato alla direzione artistica del MAXXI di Roma: le…

8 Giugno 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

Un archivio della notte queer italiana: Sabato De Sarno cura la mostra di Ambrosia Fortuna al PAC

Ambrosia Fortuna racconta oltre dieci anni di comunitĂ  queer e drag tra Milano e Napoli attraverso fotografie, video e memorie…

8 Giugno 2026 14:30