Categorie: Mostre

Susy Gomez, Via Nuova – Giorgio Persano

di - 5 Febbraio 2023

La personale di Susy Gomez a Torino, presso la Galleria Giorgio Persano, al primo piano di Palazzo Scaglia di Verrua, ruota attorno ad un’opera scultorea risalente al 1995-97. Si tratta di un’opera appartenente alla collezione della galleria con cui l’artista collabora da più di un trentennio. “Via nuova”: questo è il titolo del lavoro, come della mostra. Il lavoro è costituito da due sagome dorate, ricavate dal calco del corpo dell’artista e poste in modo speculare al centro della sala centrale. I calchi hanno l’aspetto di un bozzolo che immaginiamo apertosi da poco, il cui colore dorato evoca trasformazioni alchemiche e la potenza generativa propria del femminile.

Il femminino, il femminile sono al centro della ricerca di Gomez. Il tema, però, non è da intendersi in senso didascalico, come qualcosa che appartiene esclusivamente alle donne. Il femminile a cui allude Gomez è piuttosto qualcosa che abita le profondità della psiche, che riguarda tutti, maschi e femmine, e che per entrambi ha sortito nella storia dell’umanità un destino difficile e complesso, spesso fatto di tentativi di soppressione e controllo. Pensiamo a quanto avviene in questi giorni in certe zone del mondo, dove le donne vivono in uno stato di oppressione in cui è vietato loro addirittura l’accesso all’istruzione, ma anche a tante cattive abitudini ed episodi drammatici che avvengono, forse in maniera meno esplicita, ma non per questo non meno grave, nella nostra società occidentale.

L’intuizione di Gomez è che il femminile sia qualcosa che tocca tutti e ciascuno: laddove le donne sono oppresse, inevitabilmente la perdita di vitalità, libertà e possibilità di espressione è collettiva e generalizzata, e nello stesso tempo personalissima. Non ci può essere né vita, né libertà, senza la femminile. Neppure per gli uomini.

Susy Gomez, Via Nuova, Giorgio Persano, installation view, 2023

Il corpo femminile appare dunque chiuso in un bozzolo, una sorta di involucro che ne conserva la traccia fisica, il calco. Ma dal bozzolo che accoglie la farfalla allo stato larvale, è possibile liberarsi, uscire, scatenando, così, tutta la potenzialità creativa e generativa che potenzialmente abita ciascuno di noi. L’opera di Gomez mostra perciò il bozzolo disabitato. Del corpo, assente, che si immagina finalmente libero, non resta che il calco: insieme traccia di una presenza che non c’è più e memoria di un contatto ora assente. L’anima dell’opera si comprende allora tutta in quell’infrasottile di cui parla Georges Didi Huberman, dove il corpo della donna, e dell’artista, è immagine che sopravvive, come le pathosformel di Warburg, memoria del passato e allusione a un presente e, soprattutto, a un futuro di là da venire.

Susy Gomez, No 269, 240x182cm, 2022

Il materiale di cui l’opera è composta, che allude all’oro, pare poi alludere a un significato alchemico, ancora una volta evolutivo e vitale. È questa la “via nuova” che Gomez prefigura, una nuova esistenza che è anche una nuova strada da percorrere, dentro e fuori di noi, nel rispetto di quel femminile che tutti ci abita.

In mostra, attorno alla scultura, così come all’ingresso della galleria, sono poi esposti alcuni lavori fotografici finora inediti. Anche in questo caso al centro è la riflessione sul femminile. Le opere nascono, infatti, da una selezione di immagini di riviste che ritraggono figure di donne, su cui l’artista interviene con ampi gesti pittorici, intensamente materici, fino a modificare chimicamente il materiale di cui le immagini sono fatte, carta e colore, in parte nascondendo la figura di volta in volta ritratta. L’immagine così operata, viene poi nuovamente fotografata e infine ingrandita, per poi essere esposta appoggiata alle pareti leggermente di sbieco, con la precisa intenzione di interagire con la profondità dello spazio, liberando così tutte le potenzialità scultoree e installative del lavoro.

Susy Gomez, No 270, 240×182 cm, 2022

L’interazione con lo spazio creata da tutte le opere, tanto le fotografie a quanto la scultura posta al centro, scandisce, così, l’ambiente della galleria come in una sorta di danza, creando un ritmo quasi musicale e accompagnando i passi dello spettatore lungo una teoria di immagini, suggestioni, presenze ed evocazioni che ha la struttura quasi di un percorso iniziatico verso una via, appunto, del tutto nuova.

Susy Gomez, No 271, 240×175 cm, 2022

A completare l’esposizione, ci sono poi alcune opere su carta dai tratti minimali, ma fortemente evocativi. Tra questi, un disegno fatto di vortici e spirali che si ripiegano l’una sull’altra, evoca una cifra caratteristica del lavoro di Gomez: è la riflessione sul tempo, inteso come un vortice, un mulinello fatto di spinte e forze centripete e centrifughe, come in un nietzscheano eterno ritorno.

Susy Gomez, No 272, 240×182 cm, 2022

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