Categorie: Mostre

Tra neobarocco e fantascienza, Koen Vanmechelen in mostra a Mendrisio

di - 17 Gennaio 2020

A Mendrisio, il famoso architetto Mario Botta (Mendrisio 1943), dal design rigoroso, amante del mattone e della pietra e animato dalla volontà di migliorare la qualità della vita attraverso una migliore qualità dello spazio, nel Teatro dell’architettura – insolito e affascinante edificio a pianta circolare tipo “teatro anatomico” progettato da lui all’interno del Campus Universitario della locale Accademia di Architettura – presenta un ospite d’eccezione, suo cliente e sodale.

Si tratta dell’eclettico artista fiammingo Koen Vanmechelen (Sint-Truiden/Belgio, 1965) – pittore, scultore, performer, videoartista, studioso e attivista per i diritti umani – “con The worth of life 1982-2019”, una mostra (fino al 2 febbraio 2020), curata da Didi Bozzini con più di 65 lavori realizzati tra il 1982 al 2019, che ripercorrendo l’iter artistico di Koen (dalle prime sculture in legno degli anni Ottanta fino a ora) evidenzia le relazioni tra arte, scienza, filosofia, etica e politica con allusioni a questioni di grande attualità quali globalizzazione, migranti, razzismo, ingegneria genetica…

Vita e opere di un artista scienziato

Esiste un filo conduttore comune nelle vite dei due artisti: l’aspirazione alla qualità della vita in varie declinazioni che Koen indaga concentrandosi sull’interazione tra uomini, animali e vegetali.

Vanmechelen – nato nel Limburgo (regione di miniere carbonifere tra Vestfalia/Germania, Brabante/Belgio e Paesi Bassi) che ha visto nascere Bruegel, Bosch, Rubens e più recentemente Beuys – bambino innamorato dei volatili e in contemplazione di quelli che il padre artista tiene in una voliera nel suo studio, a cinque anni riceve in dono due pulcini che aprono la strada alla sua futura e sfaccettata speculazione al cui centro c’è il pollo, animale erede dei dinosauri, il più consumato e controllato dall’uomo e metafora di tutto ciò che gli accade e può accadere oltre a essere elemento indicatore della diffusione dell’essere umano sull’orbe, insomma misura di ciò che si può fare e divenire.

Mechelse Louisiana, 2004, © Studio Koen Vanmechelen

Dopo una miriade di lavori e progetti tra cui quelli di ibridazioni per rafforzare i polli, poi estese ad altri animali e a vegetali nella fattoria in cui ha vissuto vicino a Genk, nel luglio 2019 Koen inaugura a Genk in collaborazione con la città LABIOMISTA, quartier generale del suo monumentale e sfaccettato progetto, nel cui cuore è lo studio di 5300 metri quadrati realizzato dall’amico Botta su un parco di 24 ettari prima destinato a zoo dopo essere stato miniera di carbone: «Un omaggio al mix della vita stessa» come sostiene Vanmechelen volto con la sua produzione artistica a focalizzare e fornire risposte alle grandi sfide dell’oggi.

Vanmechelen e la sua mostra neobarocca, tra mani giganti e polli ibridi

Una biografia intensa che permette di comprendere il percorso della mostra dai toni neo-barocchi nella quale si è accolti da un rigoglioso campo di granoturco maturo con la scritta The worth of life al neon e da infiniti stimoli tra sculture, dipinti, neon, stampe lambda e installazioni.

The worth of life, 2019 © Studio Koen Vanmechelen

Colpiscono Domesticated giant, gigantesche mani che offrono semi (diamanti della natura) e proteggono un pulcino di vetro (materiale amatissimo dall’artista con cui ha prodotto splendide opere), Silence – CCP, incubatrice contenente uova di vetro e le numerose opere di pittura dai vivacissimi colori oltre al ponderoso volume sfogliabile con miliardi di cifre e lettere del genoma del pollo: si scopre che polli e umani hanno geni in comune.

Domesticated giant, 2015, © Studio Koen Vanmechelen

Proprio gli “individui avicoli” che nascono e vivono negli ampi spazi del suo quartier generale sono ritratti in splendide fotografie che mettono in luce la mirabile fantasia estetica e la variegata e multiforme gamma cromatica della natura creatrice di un mondo che a ben osservarlo è intriso di una poesia che l’artista sa trasmetterci. Una galleria di ibridi dalle forme e colori diversissimi come il regale Mechelse Louisiana, il più dimesso Mechelse Bresse o il più fantasioso Mechelse Padovana… una passerella fotografica di seducenti star create dall’ingegnosa fantasia di questo artista-scienziato che mira più all’essenza delle cose che all’apparenza.

Mechelse Padovana, 2018, © Studio Koen Vanmechelen

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