Tempus defluit, Imago latet (perché non voglio dimenticare) installation view
Alla Galleria Marignana Arte va in scena un’incursione nella pittura contemporanea, un tema caro alla galleria veneziana. Nove artisti, mid carrer e di nuova generazione, alcuni proposti per la prima volta, altri già rappresentati, riuniti sotto l’egida dell’indagine pittorica e incaricati del suo rinnovo (o della prosecuzione) delle forze interne che definiscono questo mezzo: il rapporto tra disegno e colore, il progetto e processo, confronto, tra superficie e profondità del campo visuale, la relazione tra visione e stratificazione dei materiali, il dialogo tra bidimensionalità dell’opera e tridimensionalità dello spazio.
Il titolo Trauma individuato dalla curatrice Ilaria Bignotti, va inteso nella duplice accezione di una “rottura” nelle modalità con cui gli artisti si accompagnano verso una reinterpretazione sofisticata del mezzo tradizionale, inserendosi nella rotta tracciata dalla storia dell’arte. Dall’altra parte, intende una “stupefatta visione” suscitata nello spettatore, di fronte all’opera pittorica.
Apre cronologicamente l’esposizione Maurizio Donzelli, esponente insieme a Roy Thurston della prima generazione, uniti dalla ricerca nella relazione tra superficie e supporto, mentre le new entries Stijn Ank e Steven Cox si muovono tra dimensione pittorica e la ricerca architettonica, tra l’evanescenza e l’affioramente dell’immagine.
Prosegue l’indagine la pittura stratificata di Giuseppe Adamo, fino al gesto reiterato nella ricerca cromatica di Serena Fineschi, che omaggia le tavole cromatiche della grande
storia dell’arte.
Silvia Infranco – protagonista di una project room dal titolo “Tempus defluit, imago latet (perché non voglio dimenticare)” a cura di Marina Dacci, stratifica materiali, organici e non, recuperando il processo alchemico del dipingere. Protagonista dei suoi memoir è la natura: gli elementi naturali, nucleo dell’opera, sono sottoposti al procedimento di stratificazione della materia impiegata (cera, bitume, pigmento). Un inventario di forme primigenie viene rilasciato in immagini, tracce di un lungo percorso di elaborazione, ripercorso nella project room.
E ancora la sintesi radicale di Francesco de Prezzo, accanto alle figure evanescenti che di Anne Laure Sacriste completano il percorso di questa ricerca, quella di modo traumatico – inteso come nuovo ed evocativo – di approcciarsi alla pittura.
Chiara Vedovetto
Dal 14 settembre al 9 novembre 2019
TRAUMA
Giuseppe Adamo, Stijn Ank, Steven Cox, Silvia Infranco, Francesco De Prezzo, Maurizio Donzelli, Serena Fineschi, Anne Laure Sacriste, Roy Thurston
Marignana Arte
Dorsoduro, 141
Rio Terà dei Catecumeni
30123 Venezia
Orari: Martedì e Mercoledì dalle 14 alle 18.30
Giovedì- Sabato 11 – 13.30 / 14 18.30
Info:www.marignanaarte.it
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