Categorie: Mostre

Viaggio tra pietra e mare nei territori della Planargia: ISCRA, a Nuoro

di - 19 Agosto 2025

Una pietra cilindrica, sbozzata, ruvida e scura, giace al centro degli spazi espositivi del progetto ISCRA, al piano terra del Museo MAN di Nuoro. Sembra viva, respira; i segni degli scalpelli, insieme ad alcune incisioni lineari, probabilmente fresate da una lavorazione a macchina, appaiono come branchie sopra questo gigantesco totem curvo al centro della sala, ancestrale, ricco di valenze simboliche, emanante una potente energia magnetica.

La pietra, concepita come opera darte da Carmelo Logias, appare come un grande menhir disteso. È il basalto di Suni, la pietra per eccellenza della regione della Planargia, che, sin dalla preistoria, veniva utilizzata per costruzioni, per creare strade e infrastrutture, templi sacri e abitazioni. È questo il materiale che ‘ISCRA – Flotta culturale del Mediterraneo’ ha esplorato per più di un anno, grazie a un lavoro congiunto e diffuso sul territorio. Nato da unidea dellartista Leonardo Boscani e da un protocollo di intesa a più voci, firmato dal MAN di Nuoro, dallAccademia di Belle Arti Mario Sironi” di Sassari, dallUnione dei Comuni della Planargia, dal Comune di Flussio, dallAssociazione Marco Magnani, dallAssociazione Cosinzu de Isciareu di Flussio e dallEcomuseo del mare e dellacqua di Sassari; il tutto con il contributo e il supporto della Fondazione di Sardegna. «Per gli obiettivi del MAN è fondamentale – racconta la direttrice Chiara Gatti – mantenere una presenza che sappia coniugare il locale con il globale: da un lato dedicando attenzione ai progetti geograficamente vicini, legati al territorio sardo, dallaltro aprendosi ai temi più ampi e universali».

ISCRA | Flotta culturale del Mediterraneo. Installation view, MAN, Nuoro, 2025. Ph. Alessandro Moni

ISCRA esplora con grande attenzione questa regione nord-occidentale della Sardegna e ne coglie le caratterizzazioni naturali, le trasformazioni urbane ed economiche, e le storiche lavorazioni artigianali. Nel primo ambiente, il collettivo Check Point Charlie raccoglie tracce sulle strade e sui sentieri della Planargia, con un interessante lavoro di ricerca in negativo sulla ferrovia Bosa-Macomer. Sulla destra, Maria Antonietta Sechi, con Costellazioni, esplora la lavorazione dellasfodelo, pianta che storicamente veniva intrecciata per la produzione di cesti e manufatti duso quotidiano, oltre a dare un miele aromatico e amaro, tipico della tradizione sarda. Qui lasfodelo diventa una costellazione, meridiana guida ideale per i movimenti allinterno della mostra. Nellambiente centrale, gli allievi e i docenti del Dipartimento Arti visive dellAccademia di Belle Arti Mario Sironi” incidono «impronte, passi, nuove transumanze» sulla pietra, evocando memorie storiche rimaste imperiture nel tempo e ridando voce a un passato che ancora pulsa sotto la superficie.

Nellultimo ambiente, un video realizzato dal Dipartimento Arti applicate della Scuola di Cinematografia Documentaria racconta, con Plancia navicella, un viaggio che si fonde con la ricerca sonora del sound designer Alfredo Puglia sui territori montuosi della regione. I fotogrammi in bianco e nero di Plancia navicella, che mostrano il profilo della Planargia visto dal mare, si intrecciano con il suono crudo e metallico dello scalfire la pietra. Visione e rumore diventano così un unico linguaggio, capace di restituire appieno un territorio di mare e di fuoco, di pietra lavica e di artigianato. Un paesaggio che sopravvive alla storia e che continua a offrirsi come terreno di indagine, scoperta e sperimentazione per le nuove generazioni di artisti.

ISCRA | Flotta culturale del Mediterraneo. Installation view, MAN, Nuoro, 2025. Ph. Alessandro Moni

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