Il Labirinto della Masone, voluto dall’editore, designer, collezionista d’arte e bibliofilo Franco Maria Ricci nella sua tenuta di Fontanellato, in provincia di Parma, ha riaperto al pubblico dopo la pausa invernale. Il labirinto, un borgo che si estende per otto ettari, nato nel 2015 da un progetto degli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto insieme a Ricci, è frutto di una promessa che quest’ultimo fece nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto sia in chiave metafisica che come metafora della condizione umana.
Oltre all’intricato dedalo composto da più di 300mila piante di bambù di 20 specie diverse, è possibile visitare il Museo che ospita la vasta collezione d’arte di Franco Maria Ricci e racconta il suo straordinario eclettismo. Una raccolta per temi che attraversa i secoli tra rimandi e giustapposizioni: circa 400 opere fra pitture, sculture e oggetti d’arte che vanno dalla grande scultura del Seicento, a quella neoclassica, dalle nature morte ai busti d’epoca napoleonica, alla pittura romantica fino a quella popolare dell’Ottocento. Non solo, lungo il percorso sono visibili alcuni dei tanti libri pubblicati da Franco Maria Ricci, molti consultabili, e alcune rare edizioni di volumi stampati.
Fino al 16 aprile 2023 è ancora in corso la mostra “ROBERTO CAPUCCI. Seriche armature“, a cura della Fondazione Roberto Capucci e della Fondazione Franco Maria Ricci, con la collaborazione di Sylvia Ferino, che celebra questo genio senza paragoni della moda e dello stile italiano affiancando le sue creazioni, vere e proprie sculture, alle opere d’arte della collezione, creando così nuovi dialoghi e suggestioni dall’effetto incredibile.
Ad aprile prende il via anche “Il Filo d’Arianna”, a cura di Stefano Salis, che si delineerà in sette appuntamenti dal 14 aprile al primo giugno 2023: un percorso di incontri, riflessioni e approfondimenti dedicati a personaggi eclettici, talora rimossi o poco noti, che meritano invece di essere conosciuti meglio e omaggiati, tutto nel nome della leggerezza e della profondità. A chiudere il programma un dialogo con Alberto Manguel in occasione della recente acquisizione da parte della Fondazione dell’intera Biblioteca del Viaggio di Gianni Guadalupi.
Il 7 maggio aprirà la mostra sul pittore del Novecento “UGO CELADA DA VIRGILIO”, a cura di Cristian Valenti, che animerà il Labirinto per la primavera-estate 2023 fino al 17 settembre. L’esposizione è dedicata al pittore mantovano del secolo scorso, per lungo tempo ingiustamente escluso dalle vicende dell’arte, interprete di un realismo carico di poesia. Celada, ancora oggi, attende un riposizionamento della propria personalità artistica all’interno del generale contesto culturale. Con questa mostra si accosteranno numerose opere di sua mano a un nucleo di dipinti di aree ed epoche diverse, per suggerire alcuni modelli e riferimenti colti dall’artista, che in un gioco di rimandi influenzano le sue composizioni.
Torna infine LOST, il festival di arte e musica elettronica, quest’anno in programma al Labirinto dal 30 giugno al 2 luglio. LOST rappresenta un’inedita piattaforma di sperimentazione dedicata alla creatività contemporanea in musica, un cantiere aperto che va oltre la semplice vetrina per divenire racconto polifonico capace di congiungere ricerca e arte in un luogo dalla forte valenza simbolica. Protagonisti saranno ancora una volta musicisti italiani e internazionali che si esibiranno immersi nella foresta di bambù o ai piedi della piramide al centro del dedalo, tra installazioni di luce e sperimentazioni digitali, in un viaggio attraverso i confini musicali e artistici.
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