Categorie: Musei

Al Museo Carlo Maria Martini di Milano, l’iconografia antica dialoga con il presente

di - 9 Gennaio 2026

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano continua a costruire il suo programma che mette in dialogo arte antica e pratiche artistiche contemporanee, confermando una linea curatoriale precisa. Gestito dalla Fondazione Sant’Ambrogio per la cultura cristiana e diretto da Nadia Righi, il Museo sta ormai consolidando la sua identità, mettendo in relazione la tradizione iconografica cristiana con i linguaggi del presente, mantenendo centrale il tema dello sguardo.

Un passaggio significativo in questa direzione è stato, nel 2025, Attorno a Tintoretto. La Deposizione, progetto che ha inaugurato un format destinato a proseguire nel tempo, con quattro artisti contemporanei invitati a confrontarsi con un capolavoro del passato. In quel caso, la Deposizione di Jacopo Tintoretto diventava il perno attorno al quale Jacopo Benassi, Luca Bertolo, Alberto Gianfreda e Maria Elisabetta Novello hanno sviluppato le proprie risposte, in un esercizio di prossimità critica e formale che, costruito in collaborazione con Casa Testori, ha posto l’opera antica come campo di tensione attiva.

Hans Memling (Selingenstadt, Magonza, 1440 circa – Bruges 1494) Crocifissione con la Madonna, i santi Giovanni Evangelista e Battista, la Maddalena e due Abati Cistercensi Olio su tavola, cm 84,5 x 66 Vicenza, Musei Civici, Pinacoteca di Palazzo Chiericati

Questo impianto viene rilanciato nella prima parte del 2026 con HANS MEMLING. La Crocifissione. Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoro, dal 19 febbraio al 17 maggio 2026. Al centro del percorso, la Crocifissione di Hans Memling, proveniente dai Musei Civici di Vicenza, attorno alla quale sono chiamati a lavorare Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli. Anche in questo caso, la scelta curatoriale privilegia una relazione lenta e rispettosa, in cui ciascun artista rilegge dettagli compositivi, cromatici o simbolici del dipinto secondo il proprio linguaggio: dal paesaggio come costruzione mentale, alla pittura intesa come dispositivo installativo, fino alla fotografia, alla scultura e al video. Il progetto conferma la volontà del Museo di usare l’arte contemporanea come strumento di interrogazione, non di attualizzazione forzata.

SACRA FAMIGLIA – ENRICO ZUPPI

Accanto a questo filone, il Museo Diocesano presenterà un nuovo progetto dedicato alla fotografia, altro medium molto presente nei suoi spazi, come nei casi delle mostre dedicate, tra 2024 e 2025, a Dorothea Lange e Robert Capa. Dal 3 marzo al 3 maggio 2026 sarà visitabile NON DIMENTICARTI. La cura dell’Alzheimer e l’esperienza di Sacra Famiglia, progetto curato da Giovanna Calvenzi e realizzato in collaborazione con Fondazione Sacra Famiglia. Al centro, le fotografie di Marianna Sambiase, educatrice all’interno del Nucleo Alzheimer, che restituiscono con discrezione e partecipazione la quotidianità della cura. Il lavoro dialoga con immagini storiche di Enrico Zuppi del 1946 e con gli scatti realizzati nel 2011 da Gianni Berengo Gardin.

Werner Bischof 200.000 people demonstrate against the separation of the province of Trieste from Italy. At the end of the war the province of Trieste, seized by the Germans in 1943, was claimed by Yugoslavia, which had occupied the territory in 1945. The treaty signed in 1947 established the Free Territory of Trieste, to be guaranteed by the United Nations. Piazza del Duomo, Milan, Italy Duomo, July 26th, 1946. © Werner Bischof Estate/Magnum Photos

Dalla tarda primavera, il Museo ospiterà un altro progetto fotografico di ampio respiro: WERNER BISCHOF. Point of view (19 maggio – 18 ottobre 2026), realizzato in collaborazione con Magnum Photos. A 110 anni dalla nascita di Werner Bischof, la mostra presenta circa cento fotografie vintage, provini e pubblicazioni, articolando il percorso in quattro sezioni che ripercorrono le tappe fondamentali della sua ricerca, dagli esordi svizzeri ai reportage del secondo dopoguerra, dai viaggi in Asia, fino alle immagini realizzate nelle Americhe negli anni Cinquanta. Ne emerge un ritratto complesso di un autore che ha saputo coniugare rigore formale e attenzione etica.

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Tag: Danilo Sciorilli Enrico Zuppi gianni berengo gardin Hans Memling Julia Krahn Matteo Fato milano Museo Diocesano Carlo Maria Martini Stefano Arienti Werner Bischof

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