Cioni Carpi, Media Façade, Intermedia, Archivio di Nuova Scrittura
Una doppia ripartenza per Museion, il museo d’arte contemporanea di Bolzano che, dopo aver proiettato un film di Cioni Carpi sulla sua iconica facciata mediale per salutare la riapertura dopo la quarantena, continua a programmare il proprio futuro, oltre il lockdown. Si riaprono le porte, quindi, e a spalancarle è il nuovo direttore Bart van der Heide, nominato a luglio 2019 e in carica dal primo giugno 2020, al posto di Letizia Ragaglia. I visitatori di Museion troveranno nelle sale anche nuove mostre e progetti: nelle sale dell’edificio principale, la personale di Karin Sander, mentre nella Casa Atelier, P.O.V. Point of view Butch-ennial Contemporary Art Group, con gli artisti Ruediger Witcher, Hannes Vonmetz Schiano, Marco Pietracupa e l’architetto Stefano Peluso.
«Negli ultimi anni i musei hanno subito una trasformazione straordinaria, si sono adattati a un mondo che cambia e si sono trasformati in piattaforme pubbliche innovative, in cui le comunità vivono e interagiscono con la cultura in generale. Oggi più che mai, il museo si offre come piattaforma dialettica, in cui porre ed elaborare le domande sul presente. L’emergenza che stiamo vivendo, con tutta l’incertezza e la complessità, ma anche le potenzialità che essa racchiude, ha dimostrato tutta la necessità e l’importanza di una simile piattaforma», ha dichiarato van der Heide, nato nel 1974 e, dal 2015, curatore capo allo Stedelijk Museum di Amsterdam.
«Sono entusiasta di accompagnare in questa visione Museion, un museo in crescita, con un team ambizioso e motivato. In questi anni Museion è riuscito a costruirsi un profilo internazionale, che intendo consolidare, valorizzando, al contempo nuovi aspetti e dimensioni rispetto al suo ruolo. Immagino il museo alla guida di un ecosistema culturale complesso, come partner attivo per migliorare il tenore di vita del territorio e promuovere la creatività, il benessere e le prospettive delle sue comunità», ha continuato il neodirettore di Museion.
«Con Bart van der Heide si apre un nuovo, entusiasmante capitolo nella storia dell’istituzione. Al centro della visione di van der Heide c’è la rilevanza sociale del museo, il contributo che un museo di arte contemporanea può dare allo sviluppo futuro di una società. Da questa visione ci aspettiamo quindi un museo che sia un, se non “il” luogo di incontro della nostra regione, in cui si trattano i temi più attuali e scottanti del nostro tempo, facendo leva su un’ampia base e nella maniera più efficace e collaborativa possibile», ha aggiunto Marion Piffer Damiani, Presidente della Fondazione Museion, dopo aver ringraziato la precedente direttrice, Letizia Ragaglia.
«Il 2020 è un anno di transizione», ha specificato Damiani ma nei prossimi mesi già saranno visibili i segni della nuova visione di Museion. La prossima mostra in programma, in apertura il 26 giugno, è la collettiva “unlearning categories”, dedicata alle opere d’arte acquistate dalla Provincia di Bolzano, e curata da BAU.
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