Disegnare sui muri a scuola? Si può FARE, se si tratta delle nuovissime pareti di EduLab1 ed EduLab2. Perché FARE – Verso un’architettura dell’educazione è il progetto che riconfigurerà gli spazi educativi del MAXXI di Roma, dove saranno messi in pratica gli approcci più aggiornati della pedagogia e della didattica. I laboratori verranno curati dal dipartimento MAXXI Educazione, che da 15 anni lavora nell’ambito, e sono stati presentati oggi, in un incontro con Pietro Barrera, Segretario Generale del MAXXI, Maria Patrizia Grieco, Presidente Enel Cuore Onlus, e Carla Rinaldi, Presidente Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi.
Il progetto è infatti il frutto di un’ampia collaborazione tra istituzioni fortemente impegnate nello sviluppo di idee e progetti per una buona scuola. Nello specifico, Enel Cuore sostiene iniziative promosse da organizzazioni non profit che si occupano del benessere della persona e della famiglia e, dal 2003 a oggi, ha dato impulso a più di seicento progetti in Italia e nei Paesi in cui Enel opera, in particolare verso ambiti specifici, quali l’infanzia e la terza età. Fondazione Reggio Children, istituita nel 2011, promuove progetti che hanno come focus tematiche quali il rapporto tra pedagogia e architettura e, dal 2015, con un investimento di 5 milioni di euro, ha ripensato 60 scuole d’infanzia in tutta Italia.
Lo Studio di Architettura Labics di Roma è stato coinvolto dai promotori per ridefinire e co-progettare gli spazi e i nuovi contesti di apprendimento. Per oltre un anno e mezzo, infatti, lo staff di Fondazione Reggio Children, Enel Cuore Onlus, Ufficio Educazione del MAXXi e gli architetti di Labics, hanno lavorato a stretto contatto, al fine di elaborare un nuovo prototipo architettonico, per sperimentare le possibilità aperte da spazi appositamente dedicati all’educazione, in un contesto museale.
Accoglienza e inclusione sono le due direttive che hanno orientato la progettazione dei nuovi spazi che, flessibili, modulabili e dinamici, diventeranno parte integrante dei processi pedagogici.
EduLab1 si configura come uno spazio in continuità con la hall del MAXXI, al piano terra del museo, un ambiente a forma di prisma di vetro e attraversabile. Qui i bambini potranno interagire con materiali come tessuti, paste da modellazione, pennarelli e pastelli, forbici e righelli ma anche oggetti per lo sviluppo delle fotografie.
Salendo al primo piano, si trova EduLab2, pensato per i più piccoli, con una pavimentazione in gomma, senza sedie e tavoli ma con scalinate e moduli impilabili, per dare vita a combinazioni sempre diverse. Su una parete c’è un maxischermo che funge da lavagna luminosa, mentre le altre sono occupate da grandissimi pannelli sui quali disegnare, colorare e scrivere e cancellare per rifare tutto daccapo.
«Con questo intervento, il museo diventa ancora più accogliente e aperto a tutti i pubblici all’insegna della condivisione dell’esperienza dell’arte e dell’architettura. Una risorsa educativa permanente in costante crescita, che lo scorso anno ha coinvolto oltre 23mila persone tra studenti, famiglie, ragazzi e ragazze», ha spiegato Giovanna Melandri, presidente di Fondazione MAXXI.
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