Categorie: Musei

Guggenheim Jeune e la Fucina degli Angeli: il 2026 della Collezione Peggy Guggenheim

di - 16 Dicembre 2025

Il panorama delle esposizioni veneziane in corso durante la Biennale d’Arte 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – In Minor Keys di Koyo Kouoh – si fa sempre più completo. Alle tante grandi mostre già confermate si aggiungono infatti anche quelle proposte dalla Collezione Peggy Guggenheim, che ha ufficialmente annunciato la propria programmazione per l’anno 2026.

Da un lato, ci sarà la riscoperta, attraverso un progetto espositivo a cura di Gražina Subelytė e Simon Grant, della galleria londinese Guggenheim Jeune, esperienza breve ma decisiva che segnò la nascita di Peggy Guggenheim come collezionista e mecenate delle avanguardie europee. Dall’altro, un approfondimento sulla Fucina degli Angeli, laboratorio muranese che nel secondo dopoguerra trasformò il vetro in un terreno di sperimentazione condiviso da alcuni dei maggiori artisti del Novecento, con il sostegno attivo della stessa Guggenheim.

Sophie Taeuber-Arp (1889-1943), Equilibrio (Equilibre), 1932. Olio su tela 41.7 x 33.5 cm. Stiftung Arp e. V., Berlino/Rolandswerth

La mostra primaverile sulla Guggenheim Jeune

Ad aprire la stagione sarà Peggy Guggenheim a Londra. Nascita di una collezionista (25 aprile – 19 ottobre 2026): la più ampia mostra museale mai dedicata all’esperienza di Guggenheim Jeune, galleria fondata a Londra nel gennaio del 1938 e attiva fino al giugno del 1939, alla vigilia dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

Lo spazio londinese rappresentò un vero e proprio laboratorio di idee nell’Europa dell’anteguerra. Qui, Peggy Guggenheim sperimentò per la prima volta il proprio ruolo di mecenate e, in poco più di un anno, presentò oltre venti mostre di estrema qualità, diventando un punto di riferimento per le avanguardie internazionali. Qui hanno infatti avuto luogo la prima personale londinese di Vasily Kandinsky e una monografica dedicata a Jean Cocteau, nonché la prima mostra collettiva dedicata al collage nel Regno Unito. È in quegli spazi che si intrecciarono relazioni decisive con figure come Marcel Duchamp, Mary Reynolds e Samuel Beckett.

Per restituire al visitatore il clima di intensa sperimentazione culturale di quegli anni, la mostra veneziana del prossimo anno riunirà circa cento opere provenienti da musei e collezioni private internazionali accostate a materiali d’archivio. Tra gli artisti esposti ci saranno Eileen Agar, Salvador Dalí, Barbara Hepworth, Piet Mondrian, Henry Moore, Sophie Taeuber-Arp e altri.

Dopo Venezia, l’esposizione approderà alla Royal Academy of Arts di Londra nell’autunno 2026 e al Guggenheim Museum di New York nella primavera 2027.

La mostra autunnale su Fucina degli Angeli

In autunno sarà invce presentata l’esposizione Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento (14 novembre 2026 – 29 marzo 2027), curata da Cristina Beltrami. La mostraricostruirà una delle esperienze più visionarie della storia del vetro muranese del secondo dopoguerra: quella della Fucina degli Angeli, fondata da Egidio Costantini negli anni Cinquanta.

Peggy Guggenheim svolse un ruolo cruciale anche in questa vicenda, sostenendo Costantini nei momenti decisivi della storia della vetreria e facilitando il suo incontro con artisti del calibro di Pablo Picasso, Alexander Calder, Lucio Fontana, Fernand Léger, Georges Braque, oltre a numerosi protagonisti della coeva scena giapponese.

Attraverso oltre cento opere in vetro, disegni e documenti storici, la mostra della Peggy Guggenheim Collection metterà in relazione questi lavori con dipinti e sculture degli stessi artisti, restituendo l’impatto internazionale della Fucina degli Angeli.

Jean Cocteau (1889-1963), Tre occhi (o Trinità), 1956. Vetro azzurro soffiato leggermente iridato e finitura di vetro rosso h 41 x diam. 27 cm Courtesy ED Gallery, Piacenza © Adagp/Comité Cocteau, Paris, by SIAE 2026

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