Kathryn Weir
Prenderà ufficialmente l’incarico il prossimo gennaio, Kathryn Weir, la nuova direttrice del Museo MADRE di Napoli, che sostituirà Andrea Viliani
Di origini australiane, Kathryn Weir, classe 1967, ha un curriculum maturato alla Galleria nazionale di Canberra e, in seguito, come direttrice del dipartimento di sviluppo culturale del Centre Pompidou di Parigi.
Weir assumerà il ruolo che Andrea Viliani ricopriva dal 2013. La nuova direttrice è stata selezionata da una commissione composta dallo stesso Viliani e da Laura Valente (Presidente del MADRE), da Gabriella Belli, direttrice dei Musei Civici di Venezia, dal direttore del MANN di Napoli Paolo Giulierini, e dal docente e saggista Pierluigi Sacco.
Kathryn Weir sarà la prima donna a dirigere il museo napoletano e il suo incarico avrà durata triennale.
Paggeria Arte riapre a Sassuolo dopo il restauro PNRR e inaugura il nuovo corso con la curatela di Nicolas Ballario…
Quindici anni di attività dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…
Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…
Una selezione degli spettacoli e dei festival più interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…
L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…
Arte contemporanea, cinema e nuove tecnologie: tutte le mostre e gli appuntamenti estivi di Fondazione Prada a Milano e Venezia,…
Visualizza commenti
Come mai non una napoletana? All’estero avrebbero dato un ruolo del genere ad una persona del posto per preservare l’identità locale, mentre da noi non c’è niente da fare c’è questo esterofilismo che non ha senso mentre i nostri cervelli sono costretti ad emigrare all’estero e per un posto del genere in un altro paese dovranno veder passarsi avanti gente anche meno qualificata di loro ma solo perché sono autoctoni.