Categorie: Musei

La GNAMC viene ampliata con un investimento di quindici milioni

di - 26 Novembre 2025

La GNAMC, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, ha presentato il progetto di riqualificazione per completare dopo quasi cinquant’anni l’opera di Luigi Cosenza, con un progetto firmato dall’architetto Mario Botta e con un finanziamento da parte del Ministero della Cultura pari a oltre 15 milioni di euro, provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, dai fondi destinati ai Grandi Progetti Beni Culturali e dal contributo previsto per il restauro della facciata.

«Il completamento dell’Ala Cosenza è stato per me, sin dall’inizio della direzione, una priorità. Non solo perché la galleria, il quartiere e Roma attendono da anni che un luogo tanto prezioso, quanto centrale sia consegnato alla fruizione pubblica, ma perché, grazie alla variante progettuale studiata da Mario Botta, l’ampliamento sarà cruciale per assicurare un’efficiente gestione della Gnamc» ha dichiarato Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale D’Arte Moderna e Contemporanea.

Masterpan Ala Cosenza| Fotografia del modellino in scala 1:100

Un’opera incompiuta da cinquant’anni: la storia dell’Ala Cosenza

La storia dell’ampliamento della GNAM inizia negli anni Sessanta, su impulso della leggendaria direttrice Palma Bucarelli. Dopo un iniziale contatto con Walter Gropius, nel 1965 l’incarico fu affidato all’ingegnere napoletano Luigi Cosenza, esponente di spicco del tardo razionalismo italiano. La sua visione era quella di un “museo-scuola” antimonumentale, un luogo aperto alla città con spazi espositivi, un auditorium, una biblioteca e aree per spettacoli. I lavori, avviati nel 1976, si arenarono a causa dell’inflazione e di ritardi nei finanziamenti. Dopo la morte di Cosenza nel 1984, solo la Galleria Maggiore fu completata e aperta al pubblico per un decennio, per poi chiudere definitivamente nel 1998. Tentativi di riqualificazione, come il concorso vinto dallo studio Diener & Diener nel 2000, naufragarono per polemiche e mancanza di fondi.

Il progetto da Mario Botta

L’intervento dell’architetto ticinese si basa su una strategia di valorizzazione dell’architettura esistente, guardando all’opera di Luigi Cosenza e rispettandone i tratti. Allo stesso tempo, però, si tenta di considerare l’evoluzione storica della Galleria. Gli obiettivi del progetto sono quelli di preservare l’ingente valore storico dell’architettura già esistente, mantenendone intatta l’identità d’origine, eallo stesso tempo fondere a essa delle soluzioni sostenibili e al passo con le esigenze di un tempo che ha visto passare mezzo secolo. Botta stesso ha dichiarato che «In particolare, gli obiettivi del nuovo progetto sono: l’offerta di spazi espositivi adeguati alla nuova cultura artistica; la sostituzione del primitivo auditorium con uno spazio polivalente per far fronte alle esigenze di spettacoli e performances; un adeguato spazio esterno verde; la formazione di un centro studi con il trasferimento della biblioteca; la realizzazione del collegamento con gli attuali spazi della galleria».

Masterpan Ala Cosenza| Fotografia del modellino in scala 1:100

Proprio in relazione allo spazio dell’auditorium, la GNAMC ha dichiarato di voler disporre di un ambiente pienamente accessibile, che presenti flessibilità d’uso e pensato per ospitare esposizioni di audiovisivi, installazioni artistiche, performance e workshop, guardando anche alla gestione digitale dei consumi energetici. Le macro-aree interessate dal masterplan di Mario Botta saranno indipendenti e fruibili separatamente; ciò nonostante, il collegamento diretto con la Galleria – in particolare con l’ampliamento Bazzani del 1933 – permetterà di creare dei percorsi integrati tra le collezioni permanenti, le mostre temporanee e gli spazi di studio per offrire al visitatore un’esperienza culturale che ambisce a essere il più completa possibile.

Con il nuovo Centro Studi, per la prima volta, gli Archivi (Fotografico, Bioiconografico, Storico e Fondi Storici) e la biblioteca della GNAM troveranno una sede che li valorizzi adeguatamente, con oltre duemila metri quadrati di spazio. Un possibile punto di riferimento per studiosi e appassionati, concretizzazione dei principi del Piano Olivetti: integrazione degli spazi culturali, valorizzazione del patrimonio documentario e promozione della fruizione pubblica. Infine, la riqualificata Galleria Maggiore di Cosenza sposterà al piano superiore le esposizioni temporanee, liberando le attuali Sale Gramsci per l’esposizione permanente della collezione.

Masterpan Ala Cosenza| Fotografia del modellino in scala 1:100

Un progetto strategico per il futuro

L’Ala Cosenza si candida a essere un esempio di riqualificazione sostenibile nel settore culturale e un modello gestionale innovativo, adottando soluzioni tecnologiche avanzate, con l’obiettivo della certificazione LEED® v4. Un sistema di gestione degli edifici (Building Management System) ottimizzerà i consumi energetici e il comfort ambientale, a garanzia sia del pubblico che dei preziosi materiali documentali conservati, mentre gli spazi del Centro Studi saranno dotati di sistemi di climatizzazione intelligenti, illuminazione LED con dimmerazione automatica calibrata sulle esigenze di lettura e consultazione, e vetrate tecnologiche per il controllo della luce naturale.

«Il completamento dell’Ala Cosenza è un’operazione strategica per il futuro della GNAMC. Diventerà un polo culturale che riguarda un quadrante della città: dal “tridente” del Flaminio al MAXXI», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Con i lavori strutturali di consolidamento antisismico già conclusi, l’Ala Cosenza si avvia a diventare un punto di riferimento per un nuovo distretto culturale, puntando a rafforzare il ruolo di Roma come polo internazionale per l’arte moderna e contemporanea.

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