Musée de l’Orangerie
Il Musée de l’Orangerie di Parigi aprirà nuovamente al pubblico il 3 marzo 2025, al termine di importanti lavori di ristrutturazione. L’ambizioso intervento è stato finalizzato a ottimizzare la fruizione degli spazi e si reso necessario a seguito di un aumento vertiginoso dell’affluenza. Il museo che custodisce le monumentali Ninfee di Claude Monet, è infatti passato dai 600mila visitatori annui previsti nel 2006, anno a cui risale la precedente ristrutturazione curata dall’architetto Olivier Brochet, a più di 1 milione di presenze – precisamente, 1.198.694 visitatori nel 2024 e 1.239.539 nel 2023 – come sottolineato dalla direttrice Claire Bernardi. Il progetto è stato finanziato grazie ai proventi della mostra itinerante Cézanne e Renoir: Looking at the World, che espone capolavori dell’Orangerie e del Musée d’Orsay in un tour internazionale, attualmente in corso al Museo d’Arte di Hong Kong prima di proseguire per Tokyo e Seul.
Le modifiche in atto non stravolgeranno l’aspetto del museo ma miglioreranno significativamente l’esperienza dei visitatori e le condizioni di lavoro dello staff. Tra gli interventi principali spicca la creazione di un’uscita separata sulla facciata nord dell’edificio, con affaccio sui Giardini delle Tuileries: una soluzione che consentirà di fluidificare i flussi di ingresso e di ridurre le code all’esterno. Anche la hall sarà ripensata, con un nuovo banco accoglienza, biglietterie riorganizzate e audioguide, oltre a uno shop completamente rinnovato. Particolare attenzione è dedicata all’accessibilità, con un ripensamento delle altezze dei banconi e dei livelli d’ingresso per una maggiore inclusività.
«Non sono lavori che si noteranno subito ma si percepiranno nel modo in cui il pubblico vivrà lo spazio. L’idea è di essere il più discreti possibile, nel rispetto del luogo, delle opere e dell’edificio storico», ha affermato Bernardi
Un altro nodo cruciale dell’intervento riguarda la gestione della celebre e temuta polvere delle Tuileries. Il suolo del giardino, realizzato secondo la formula seicentesca dello stabilisé di André Le Nôtre, un misto di ghiaia fine, sabbia e calce bianca, si trasforma facilmente in una polvere impalpabile che penetra ovunque, creando problemi di conservazione per le opere.
Per affrontare questa problematica, il museo installerà nuove porte girevoli e un sistema di aspirazione specifico. «Abbiamo sperimentato molte soluzioni, compresi tappeti d’ingresso che però non hanno funzionato», ha raccontato Bernardi. «Abbiamo lavorato a stretto contatto con il Louvre per stabilizzare il terreno attorno all’edificio, ma la manutenzione quotidiana resta essenziale».
La chiusura temporanea ha offerto anche l’opportunità di restaurare le celebri sale ovali che ospitano le Nymphéas di Monet. I lavori includono la pulizia approfondita delle otto tele monumentali, la tinteggiatura delle pareti e la sostituzione dei lucernari, per restituire ai dipinti una luce più naturale e vibrante. «Ci sarà un vero e proprio “prima e dopo” sarà uno spettacolo sorprendente».
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