Mattel Creations x MoMA Collection
Quando il design incontra il gioco, il risultato può trasformarsi in un esperimento culturale che riscrive i confini tra arte e industria. Il Museum of Modern Art di New York ha annunciato una partnership pluriennale con Mattel Creations, piattaforma del colosso americano che riunisce brand come Barbie, Hot Wheels, UNO e Fisher-Price. L’accordo, della durata di cinque anni, debutta l’11 novembre con una capsule di sette prodotti ispirati a opere e artisti della collezione del museo, acquistabili sullo store online del MoMA, nei MoMA Design Stores di New York e del Giappone e sul sito Mattel Creations.
I sette prodotti reinterpretano l’arte attraverso i brand più amati di Mattel, costruendo un ponte fra capolavori ìe oggetti che ormai appartengono all’immaginario collettivo di più generazioni.
Il pezzo forte della collezione è senza dubbio Barbie x Vincent van Gogh, la Barbie ispirata a La Notte Stellata di van Gogh. Una reinterpretazione tridimensionale del dipinto che vede il cielo tradotto in ricami e dettagli tessili, una luna crescente che spunta tra i capelli della bambola, anch’essi piegati alla pennellata del pittore e una traduzione dei colori e delle forme dell’opera nello stile classico di Barbie.
UNO, il celebre gioco di carte, viene riletto in un’edizione speciale UNO Canvas x MoMA, che ridisegna le carte del gioco con le opere di Monet, Mondrian, Matisse, Delaunay, Popova e van Gogh, trasformando il mazzo di carte in una vera e propria “galleria portatile”. Ogni opera è abbinata strategicamente ai colori e alle meccaniche del gioco, creando un’esperienza ludica che, al contempo, educa e intrattiene.
Hot Wheels propone due modelli che celebrano il design automobilistico come forma d’arte, con le repliche in scala della Jaguar E-Type Roadster e della Citroën DS 23 Sedan, entrambe in edizione Hot Wheels x MoMA. Il gioco Magic 8 Ball, invece, viene reinterpretato attraverso le opere dell’artista afroamericana Alma Woodsey Thomas, con Magic 8 Ball x Alma Woodsey Thomas. L’oggetto da collezione, ispirato all’opera Untitled, viene arricchito da nove frasi motivazionali che rimandano direttamente alla vitalità cromatica e al significato spirituale alla base della produzione dell’artista.
Infine, due set della linea Little People Collector dedicati a Salvador DalĂ (Little People Collector x Salvador DalĂ) e a Claude Monet (Little People Collector x Claude Monet), due giocose miniature dei pittori ispirate rispettivamente a La persistenza della memoria e alle Ninfee.
«Questa collaborazione è molto più di un lancio di prodotto: è una partnership globale nel segno del design», ha dichiarato Nick Karamanos, SVP of Entertainment Partnerships di Mattel. « Con Mattel Creations stiamo reinterpretando i nostri brand come esperienze da collezione guidate dal design. Lavorare con il MoMA ci permette di tradurre alcune delle opere e degli artisti più iconici del mondo in nuove espressioni di cultura, design e narrazione, capaci di entrare in risonanza con collezionisti e fan per gli anni a venire»,
Anche Jesse Goldstine, Chief Retail Officer del MoMA, ha sottolineato l’importanza della collaborazione, affermando: « Collaborando con Mattel Creations, invitiamo una nuova generazione a vivere la collezione in modi che uniscono arte contemporanea, gioco creativo e innovazione nel design, offrendo esperienze interattive con le opere in un linguaggio vicino al pubblico di oggi».
Accanto all’aspetto commerciale, Mattel si impegna anche a sponsorizzare anche il Samuel and Ronnie Heyman Family Art Lab del MoMA, uno spazio educativo interattivo pensato per le famiglie, che invita i bambini ad avvicinarsi a strumenti e tecniche dell’arte moderna e contemporanea giocando e sperimentando. Indubbiamente, un’evoluzione nel modo in cui i musei concepiscono la loro missione educativa: non più templi silenziosi dedicati alla contemplazione passiva, ma laboratori attivi dove il gioco e l’interazione diretta con le opere diventano strumenti di apprendimento.
La collaborazione MoMA Mattel è il sintomo di una tendenza precisa, che spinge sempre più i musei contemporanei a tradurre l’arte in un linguaggio capace di dialogare con il pubblico in modo familiare, in spazi e contesti conosciuti e distanti dalle sale espositive. Trasformare dei capolavori in oggetti estremamente pop, di uso quotidiano e addirittura ludico per intere generazioni, rende in qualche modo estremamente accessibili e vicini anche i dipinti, unendo elementi molto familiari a opere percepite spesso come “distanti”, creando un nuovo punto di contatto col pubblico e rendendo l’arte una risorsa attivamente legata alla creatività , non solo per chi l’ha generata ma anche per chi può reinterpretarla ancora oggi.
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