Deutsches Museum
Un ritratto di Elon Musk è stato rimosso da una galleria del Deutsches Museum of Science and Technology di Monaco, in Germania, il più grande museo di scienza e tecnologia al mondo, con circa 125mila oggetti in esposizione e 1 milione e mezzo di visitatori all’anno. L’opera, che collocava Musk tra i “visionari del passato e del futuro”, è stata eliminata a seguito di un gesto controverso compiuto dal miliardario durante la cerimonia di insediamento del 47mo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che molti hanno interpretato come un saluto nazista.
Durante l’evento, svoltosi a Washington, il 20 gennaio, Musk ha alzato il braccio destro in diagonale con le dita unite e il palmo rivolto verso il basso. Sebbene l’intenzione del gesto sia stata oggetto di dibattito, la sua somiglianza con il saluto nazista ha scatenato un’ondata di critiche, soprattutto in Germania, dove tale atto è illegale e classificato come incitamento all’odio. Musk ha negato ogni accusa, non chiarificando il senso del suo gesto ma spostando l’attenzione sulle critiche, definendo la polemica come uno degli «Sporchi trucchi» da parte dei suoi avversari e liquidando il tutto con un messaggio su X, sul “suo” social media: «L’attacco “tutti sono Hitler” è davvero stanco».
Il Deutsches Museum aveva già coperto il ritratto di Elon Musk a novembre, quando il miliardario ha iniziato a mostrare palesemente il suo coinvolgimento politico, compreso il sostegno finanziario di 277 milioni di dollari a Trump e ad altri candidati repubblicani. La decisione definitiva di rimuovere l’opera è arrivata dopo il gesto. «Può sempre essere problematico onorare persone ancora in vita in un posto così importante, perché può essere inteso come un tributo acritico. I successi di una vita possono spesso essere valutati correttamente solo in retrospettiva», ha dichiarato un portavoce del museo.
Come fondatore di SpaceX e Tesla, Musk è generalmente considerato un pioniere dell’innovazione tecnologica e un protagonista del XXI secolo. Tuttavia, il suo crescente peso politico e la sua vicinanza a figure controverse come Donald Trump hanno messo in discussione il suo ruolo pubblico. La nomina di Musk a capo del DOGE – Department of Government Efficiency, un nuovo dipartimento per l’efficienza governativa appositamente creato da Trump, ha ulteriormente polarizzato l’opinione pubblica.
Mentre una parte del mondo guarda a Elon Musk con sospetto sempre più crescente, la sua figura polarizzante pone al centro del dibattito una questione cruciale per i musei, con ricadute significative tanto sull’opinione pubblica quanto sulla costruzione delle narrazioni ufficiali. Una istituzione culturale pubblica può aprirsi alla contemporaneità, assumendosi anche il rischio di validarne implicitamente le controversie, oppure deve adottare un approccio più critico e distaccato verso i protagonisti e gli eventi del presente? Se una risposta netta e generale è difficile da formulare, la decisione del Deutsches Museum – che, per ironia della sorte, fu fondato da Oskar von Miller, pioniere dell’elettrotecnologia – sembra almeno suggerire una crescente consapevolezza del ruolo che i musei ricoprono nel legittimare e contestualizzare l’impatto sociale e politico di certi personaggi.
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