Museo archeologico nazionale di Venezia, Cortile dell'Agrippa
A Venezia, il Museo archeologico nazionale alle Procuratie Nuove riaprirà il Cortile dell’Agrippa, affacciato su Piazzetta San Marco, di fronte al Palazzo Ducale, restituendo alla città uno dei suoi spazi più emblematici. Il progetto si inserisce in un ampio processo di riallestimento museale e segna il primo atto dell’istituto ministeriale dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, costituito nel 2024 e guidato dalla direttrice Marianna Bressan. A far parte del nuovo istituto, il Museo di Palazzo Grimani, con la sua straordinaria Tribuna Grimani e la narrazione sul collezionismo cinquecentesco, il Parco archeologico di Altino, sito di grande rilievo storico dell’area perilagunare, e il futuro Museo della Laguna, in costruzione sull’isola del Lazzaretto Vecchio, dedicato alla storia dell’antropizzazione lagunare.
A partire dal 6 maggio 2025, dunque, i visitatori potranno accedere al museo direttamente dal civico 17 di Piazzetta San Marco, integrando l’ingresso già esistente dal Museo Correr. Il Museo infatti per decenni è rimasto privo di biglietteria e di ingresso autonomi ed era visitabile solo con il biglietto cumulativo dei musei di Piazza San Marco. Il nuovo biglietto, dal costo di 8 euro, salvo riduzioni e gratuità, come per gli altri musei statali, comprenderà anche le sale monumentali della Biblioteca Marciana adiacente, oggi temporaneamente chiusa per restauri.
Oltre al cambiamento di accesso, si tratta di una sorta di rifondazione storiografica del museo, che ripropone il percorso espositivo nella sua originaria scansione cronologica, così come concepito dal classicista e archeologo Carlo Anti, direttore, tra il 1923 e il 1926, dell’allora Regio Museo Archeologico di Venezia. L’itinerario attraversava la scultura greca e romana, dal V secolo a.C. fino alla tarda età imperiale, in dialogo con ceramiche, bronzetti e monete donati nei secoli dalla nobiltà veneziana.
«L’intervento infatti restituisce alla città e al mondo un gioiello dell’architettura rinascimentale, studia la distribuzione delle sculture antiche e lo spazio architettonico per una reciproca valorizzazione, propone un allestimento concettualmente flessibile, un po’ esposizione permanente e un po’ deposito visitabile», ha spiegato Marianna Bressan. «Inoltre, intende riallacciare il rapporto del Museo archeologico con Venezia sia fisicamente, attraverso l’accesso direttamente dal piano della Piazza, sia nella proposta di fruizione culturale: nella saletta adiacente la biglietteria, il Museo racconterà passo passo le fasi della propria rinascita, i visitatori e le visitatrici, abbonandosi, potranno tornare tutte le volte che vogliono a vedere i progressi, a partecipare agli appuntamenti dedicati, a familiarizzare con le collezioni e la storia di questo luogo, così legato alla storia stessa di Venezia».
Simbolo di questa ripartenza è proprio la statua di Marco Vipsanio Agrippa, figura centrale del rinnovato cortile, che rappresenta il legame tra la Serenissima e l’eredità di Roma antica, e che rievoca l’impulso collezionistico dei Grimani, tra i primi a donare le loro raccolte al pubblico, aprendo nel 1596 uno dei più antichi musei del mondo. Un collezionismo identitario, capace di rafforzare il ruolo politico e culturale di Venezia attraverso l’appropriazione visiva del passato romano.
In un’ottica di accessibilità e inclusività, il museo introduce anche una bigliettazione indipendente e flessibile, con abbonamenti annuali pensati per fidelizzare i visitatori e restituire al museo una dimensione civica e partecipata. Il nuovo spazio polifunzionale adiacente all’ingresso ospiterà una selezione di reperti lapidei della collezione, configurandosi come deposito visitabile e luogo di racconto del progressivo riallestimento museale.
Non manca il dialogo con la contemporaneità: durante le giornate di preapertura della Biennale Architettura 2025, il Cortile dell’Agrippa ospiterà LINES, un’installazione site-specific dell’artista giapponese Kengo Kito, sostenuta da anonymous art project e curata da Masahiko Haito, che coinvolgerà anche la Sala V. Contestualmente, una parete del cortile verrà sottoposta a un intervento di manutenzione conservativa, in dialogo con l’installazione.
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