Categorie: Musica

decibel_ascoltàti | The Books, B.Fleischmann, Tu m’, Resina, AA.VV, PO Box 52.5

di - 28 Novembre 2003

“Non c’è niente di naturale nella natura…ragazzo mio”. Con questa frase in italiano si apre Take time l’ottavo brano di The lemon of Pink (Cd, Tomlab/Wide, 2003) il secondo cd dei The Books. Non solo un invito a prendersi del tempo per ascoltare i suoni, i rumori, le voci e gli strumenti a corda che compongono le funamboliche composizioni del cd, ma anche un ironico quanto lucidissimo riferimento all’ambiguità contemporanea tra suono naturale e suono artificiale, tra novità e tradizione. Ed è nell’apparente tradizionale recupero della “forma canzone” che risiede la bellezza dell’estetica dei due “menestrelli” post-digitali americani. The lemon of Pink si dipana attraverso dodici bellissime canzoni, un po’ sbilenche e dal gusto neofolk e blue grass, amalgamate indifferentemente con strumenti digitali, microfoni a contatto e strumenti acustici.
Apertura analoga e mood completamente diverso per Welcome Tourist di Bernhard Fleischmann (2xCd, Morr Music/Wide, 2003), il ventottenne musicista austriaco che ha ormai raggiunto un ottimo livello di maturità. Undici brani nel primo cd ed una composizione di circa 45’ nel secondo. Un crescendo strumentale che fa trattenere il fiato attraverso un affascinante periplo tra pianoforte, batteria, contrabbasso, clarinetto, vibrafono ed electronics vari. I brani sono da lui composti ed eseguiti assieme a musicisti di eccezione come Christof Curzmann -il quale presta anche la sua voce- Burghard Stangl, Werner Dafeldercker e Martin Siewert.
Tre recenti produzioni italiane di musicisti geograficamente e stilisticamente differenti tra loro confermano lo stato di grazia della scena musicale del nostro paese. Ottimo il nuovo album dei pescaresi Tu m’ (Rossano Polidoro e Emiliano Romanelli) intitolato Tu m’ and the magical mystery orchestra (Cd, Aesova, 2003). Dieci tracce che indagano il suono nelle pieghe più sottili del potenziale espressivo della musica elettronica contemporanea in relazione al minimalismo storico. Strutture spiraliformi che s’impreziosiscono di timbriche originali e s’impregnano di pulviscoli sonori digitali.
Opinio Omnum (Cd, Mousiké/Wide, 2003) è l’impeccabile frutto del sodalizio partenopeo tra l’ex 99 Posse Marco Messina e una delle pietre miliari del clics&cuts “analogico” nostrano i Retina.it (Lino Monaco e Nicola Buono): IDM, glitch sound, aperture atmosferiche, dub, downtempo si mescolano ad una spiccata sensibilità mediterranea.
Bella anche la compilation PO Box 52.5 (Cd, Wallace Records, 2003) nella quale compaiono brani di Mouse on Sequencers, Claudio Rocchetti, Campofame e Pola. Un ottimo strumento per avvicinarsi senza pregiudizi al fibrillante ed intelligente panorama della musica elettroacustica italiana, grazie anche alla sapiente e calibrata sequenza dei brani.

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marco altavilla

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