Categorie: Musica

decibel_ascoltàti | Urkuma / Vegetable Orchestra / Gregg Kowalsky

di - 7 Settembre 2006

Urkuma, Rebuilding Pantaleone’s Tree – Baskaru
Evocativo il disco del salentino Stefano De Santis (aka Urkuma) per Baskaru, etichetta francese dedicata alla musica elettronica sperimentale. Il disco, di non facile ascolto, contiene nove tracce di ambientazioni elettroacustiche stridenti e informali costruite attorno all’idea narrativa del mito. L’albero di Pantaleone, richiamato nel titolo del cd, si colloca come orizzonte compositivo in grado di evocare un immaginario magico e arcaico fatto di contraddizioni, animali parlanti, asini che strimpellano l’arpa, lingue sconosciute e suggestioni narrativo-favolistiche provenienti dalle millenarie stratificazioni culturali del mondo greco-mediterraneo.
Ogni traccia del disco approfondisce un clima, uno spazio sonoro preciso ed individuato esplorando la dimensione profonda e quasi inconscia del suonare, la cui intera estensione semantica ci è nota, paradossalmente, solo nelle lingue anglosassoni, come per esempio nell’inglese “to play”. All’interno di questa struttura qualsiasi pretesa di giungere ad una forma o ad un qualche equilibrio estetico musicale sembra essere completamente rigettata; al contrario, predominano le idee del rischio e della precarietà.
Nel disco sono privilegiate soluzioni sonore estreme come l’amplificazione di spazi vuoti o l’irromprere di ronzii, disturbi ed elementi aleatori provocati dal contatto fisico con strumenti ed oggetti. Da questo fondo sordo e inquieto emergono a tratti lievi accordi e piccoli movimenti cromatici che suscitano sensazioni di calore molto fragili e poetiche.

The Vegetable Orchestra, Automate – Transacoustic Research
Il disco della Prima Orchestra di Vegetali di Vienna è stato confezionato nel 2003 per l’etichetta austriaca Transacoustic Research, impegnata da alcuni anni sul sentiero delle più inusuali ed estreme forme della sonorità acustica. Vegetable Orchestra è un ensemble di nove elementi che suonano principalmente vegetali amplificati, macchine costruite dall’insieme di elementi elettrici e grosse zucche, carote, peperoni Oltre a strumenti per la cucina…
Il disco è orientato all’interpretazione e ricostruzione della musica elettronica attraverso l’utilizzo di strumenti organici. Musicalmente ispirato ad un certo minimalismo nord europeo e ci offre undici tracce ricche di pulsazioni e soluzioni ritmiche rigorose che spesso sfiorano, sia pur da lontano, la dance e il pop. A tratti, ci è sembrato di ascoltare una versione primitiva di Alva Noto e delle sue composizioni minimali a base di onde sinusoidali e beat.
Accanto a questa techno-glitch lenta e meccanica troviamo poi tracce (come la terza per esempio) caratterizzate da un sapiente intreccio melodico e cromatico dove la pulsazione si affievolisce per fare spazio a timbriche espressive che ci ricordano i fischietti a culisse di Ligeti e i suoi cluster micropolifonici, ma anche un simpatico tributo ai kraftwerk (traccia n. 10), con la versione macrobiotica di Radioaktivität, decisamente originale e divertente.
Si può assistere alla curiosa performance della Vegetable Orchestra principalmente nei teatri e in luoghi piccoli e intimi, dove di solito il concerto viene concluso con somministrazione di brodo vegetale al pubblico, ma anche nei maggiori festival europei come il Sònar o il Synch di Atene, dove il gruppo si è esibito quest’anno.

Gregg Kowalsky, Through the Cardial Window – Kranky
Un disco molto ben fatto l’esordio del newyorkese Gregg Kowalsky, rilasciato lo scorso giugno per la kranky. Through the Cardial Window si innesta perfettamente nel catalogo dell’etichetta di Chicago, impegnata con un certo successo in sonorità di confine tra ambient e musica elettronica sperimentale.
Per questo progetto Kowalsky utilizza diverse tecniche di registrazione microfonica per amplificare e rielaborare il segnale di una quantità di materiale di diversa provenienza: sessioni strumentali di insieme filtrate attraverso il pickup di una chitarra acustica, feedback e loop, così come stralci di esecuzioni del Mills Ensemble, il gruppo studentesco del College in cui Kowalsky ha conseguito il Master in Fine Arts. Il risultato è un disco dalle sonorità molto rarefatte, caratterizzate dall’accavallarsi di cicli melodici lenti e morbidi che lasciano grande spazio al suono e dove l’esile parte ritmica è, spesso, più il risultato di un’illusione uditiva che di un reale intervento musicale. Le tracce, tutte simili dal punto di vista della costruzione tecnica, si disperdono sorprendentemente in una miriade di direzioni sfornando un’ambient umida ed aerea, attraversando i paesaggi introspettivi della drone music, fino a toccare in certi punti un noise timido e incompleto, ma non per questo inefficace.
Un disco interessante che risente in modo massiccio del particolare approccio alla composizione appreso al Mills College, legato all’immagine, alla capacità descrittiva e all’intervento materiale sulla produzione del suono.

link correlati
sito di Urkuma
sito di Baskaru
sito di Vegetable Orchestra
sito della Transacoustissche Reasearch
sito di Gregg Kowalsky
sito della Kranky Records

alessandro massobrio


[exibart]

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