Raccomandato ai fan di Nobukazu Takemura e Susumu Yokota, il lavoro d’esordio del giovane giapponese Yuchiro Fujimoto è stato pubblicato qualche mese fa dalla Smalltown Supersound, label gestita dall’eclettico musicista/artista/designer Kim YorothØy (che ha curato anche l’artwork del cd basato sui disegni e le foto dello stesso Fujimoto) e Joakim Haugland. Komorebi si dipana attraverso undici tracce che, con disinvoltura compositiva, intrecciano suoni digitali, strumenti della musica tradizionale giapponese e field recordings. L’umore generale dell’album è ovattato e umbratile, sostenuto da un’attitudine lo-fi gestita secondo una drammaturgia del tutto personale.
Minamo e Fonica (tra le due formazioni più affascinanti dell’elettroacustica del sol levante) sono i progetti principali di Keiichi Sugimoto che ha realizzato la seconda puntata del suo progetto solista FourColor: la prima uscita sempre nel 2004 per l’etichetta Apestaartje e quest’ultima dal titolo Air Curtain per la prolifica 12K di Taylor Deupree. Lo strumento principale del giapponese è la chitarra processata e trattata digitalmente attraverso Max Msp, resa quindi attraverso un ventaglio timbrico ampio e ricercato. Il suono della chitarra genera ammalianti risonanze nello spazio rivelando in tal modo una dimensione altra, concettuale e psicologica, che diviene parte integrante della composizione. L’attenzione per l’editing consente inoltre a Sugimoto di porsi come tra le figure maggiormente di spicco all’interno delle molte derive elettroacustiche che attraversano la scena musicale contemporanea.
Di natura completamente diversa è la seconda collaborazione targata Carsten Nicolai (Alva Noto) e Thomas Knak (Opiate) sintetizzata dalla sigla Opto. 2nd (cd, hobby
Il tedesco Stephan Mathieu è noto da qualche anno all’interno della scena elettronica internazionale per le sue collaborazioni con molti musicisti e per i suoi progetti solisti e di sound art. Per quest’ultimo lavoro on tape (cd, Häpna) Mathieu abbandona il suo tipico processo creativo basato sulla elaborazione digitale di suoni acustici per concentrarsi, attraverso l’utilizzo di tecnologie analogiche di editing, su una serie di registrazioni procurategli dagli Svedesi Tape e dal sassofonista Magnus Graberg. Un’unica traccia di 35 minuti si svolge secondo una sensibilità molto attenta a valorizzare ogni singola timbrica e ogni minimo fruscio, inanellando materiali di partenza apparentemente distanti. Il tutto si raccoglie attorno ad un ipotetico nucleo emotivo che gradualmente sprigiona calore e riesce ad ammaliare l’ascolto.
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marco altavilla
decibel – Sound Art e musica elettronica è un progetto editoriale a cura di marco altavilla
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