Categorie: Musica

decibel_festival | Più media che art?

di - 19 Febbraio 2009
La complessa programmazione del Transmediale si è snodata fluida tra i giorni e le notti invernali all’Haus der Kulturen der Welt, nei club e nei cinema di Berlino. Impossibile seguire per intero la programmazione del festival: ogni giorno decine di proiezioni, conferenze, workshop, installazioni, concerti e performance di ogni tipo; un’offerta tale da appagare sia l’esperto sia il neofita.
Il tema di quest’anno, Deep North, pone interrogativi importanti connessi con lo sfruttamento delle risorse naturali, il territorio, l’inquinamento atmosferico, cercando di focalizzare il ruolo e i contributi possibili della New Media Art per lo sviluppo di una coscienza ecologica mondiale, più salda e informata. Argomento difficile e rischioso, se si tiene presente il consumo tecnologico ed energetico dell’arte digitale. Ma è questo il punto. Quale rapporto tra tenologia e natura?
Le proposte sono numerose ma l’impressione generale è di trovarsi di fronte non a opere vere e proprie, ma a semplici nomi, terminologie, parole chiave pronunciate per catturare qualcosa che sembra tuttavia sfuggire di mano alla maggior parte degli artisti e dei ricercatori invitati. Dalle conferenze così come dai dibattiti emergono immagini confuse, in bilico tra un nominalismo vuoto e una retorica troppo poco affascinante.

Ma è difficile dare un giudizio ponderato sulla parte “verbale” del festival; meglio concentrarsi sulle opere. Tra queste spiccano Six Apartments e Beyond the End – The Polar Project, la prima un film multischermo di Reynold Reynolds, già all’Emaf lo scorso anno e qui menzione speciale, il quale affronta il tema dell’ecologica con intensità, stile e senza retorica e connessioni o forzature pseudo-scientifiche; la seconda, di Charly Nijensohn, è un’installazione video in cui compaiono delle figure umane ordinarie, silenti, immobili, dritte in piedi in mezzo ai ghiacci del mare polare, come in un miraggio.
Ma a parte questo e pochi altri esempi isolati, l’esposizione è un po’ sofferente. Se il festival Transmediale è un buon osservatorio sul panorama dell’arte digitale, e lo è, allora stiamo assistendo a uno strano fenomeno di positivismo, per cui l’unico obiettivo è attirare l’attenzione mettendo in luce la massima connessione possibile tra arte e scienza. L’effetto è un po’ fieristico, circense, natalizio, come sottolinea emblematicamente la performance Specialità di silicio di Urs Dubacher, il quale quotidianamente arrostisce in padella e sforna al saldatore torte di microchip, fusibili e altri squisitezze hardware.
Anche gli audio-visual presentati all’Hkw mettono al centro soprattutto il binomio tecnologia-natura, con un accento particolare sull’esperienza fisica del suono e della luce. Untitled Sound Object, di Pe Lang + Zimoun, lavora sulle vibrazioni meccaniche, amplificando il suono di piccoli oggetti di taglia e consistenza diversa posti su superfici trasparenti. Una tavola molto ben imbandita per un pasto forse un po’ troppo leggero.

Decisamente più interessante Sonolevitation, di Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand + Maurizio Martinucci (aka TeZ), che mette in sospensione aerea sottilissime sfoglie di metallo su un’onda a bassa frequenza generata e controllata dal software. L’attrito del materiale con l’onda sonora produce un moto oscillatorio fragile e interattivo che si traduce in una variazione della frequenza, delle fasi e dei cicli della sinusoide, e in una visualizzazione suggestiva e originale del suono. Un bell’esperimento, molto ben curato anche dal punto di vista coreografico. L’audio-visual Magma, sottotitolato Una contemplazione in un fiordo norvegese, ha bei suoni quadrifonici generati dal vivo che commentano un’unica ripresa di campo, uno scorcio alle Lofoten, in un percorso audiovisivo che muove dal semplice all’astratto, per poi ritornare e spegnersi. Ma il pedale continuo sul fondo, l’unica nota suonata da un sax baritono e processata all’infinito, la staticità delle riprese e la durata della performance – 60 minuti – sembrano interminabili.
All’Auditorium tocca al giapponese Ryoichi Kurokawa e a Telecosystems. Il primo si presenta con un progetto monumentale Parallel Head, concepito per quattro schermi e quattro laptop (multicanale?) che conquista il pubblico in sala con suoni da sound fx da genere teen horror, un montaggio di immagini ad alta risoluzione che ammicca all’estetica generativa e sincronie audio-video sottolineate pesantemente: come stare al luna park. Alla stessa altezza il secondo lavoro, Mortals Electric, che gioca sull’effetto psicofisico provocato dall’ascolto di basse frequenze estremamente amplificate associate con immagini cromatiche e caleidoscopiche, ma senza riuscire a superare il dato di fatto che diffondere suoni oltre un certo volume genera una forte pressione nell’aria.

Piacevoli i concerti al Ctm, nel clima informale e festaiolo del club Maria Am Ostbahnof, fino a tarda notte. Lo show di Raster Noton è sempre lo stesso, ottimo e inconfondibile, mentre Mudboy fatica a ripetere l’eccitante esperienza di Netmage, a causa dello spazio ridotto della saletta in cui deve performare. Oren Ambarchi suona al limite della saturazione, perfetto, controllatissimo e consapevole. Belli ma non sempre coivolgenti i concerti nella sala più grande, che alternano noise, psichedelia, techno, turntablism e altri generi, ma gli orari si incrociano e non è possibile seguire tutto con la stessa attenzione.
Gli artisti di transmediale.09 sembrano aver preso un po’ troppo sul serio il mezzo piuttosto che l’idea. Comunque, al di là dell’opinione del singolo, il bilancio è sicuramente ottimo per un festival organizzato bene sul piano della comunicazione e degli spazi, concepito come un potente servizio di cultura pubblica, apprezzato da un folto pubblico, e tale da offrire per dieci giorni consecutivi un flusso di stimoli che vanno dritti alla corteccia, passando per i cinque sensi.

articoli correlati
Transmediale.04

alessandro massobrio

[exibart]

Articoli recenti

  • Fiere e manifestazioni

BOOMing Contemporary Art Show torna a Bologna nel segno della riconciliazione

Dal 5 all’8 febbraio Palazzo Isolani apre le sue porte all’arte radicale e urgente della riconciliazione, protagonista indiscussa della nuova…

20 Gennaio 2026 0:02
  • Arte moderna

Dentro Il Quarto Stato: Pellizza da Volpedo e la costruzione di un’immagine collettiva

Un’esposizione monumentale, in corso fino al 25 gennaio 2026, riporta Pellizza da Volpedo alla Galleria d'Arte Moderna di Milano. Dai…

19 Gennaio 2026 19:20
  • Progetti e iniziative

L’arte esce dai Musei con COM, il progetto guidato dall’Accademia di Carrara

Accademie, Conservatori e Università insieme, per creare un unico museo a cielo aperto: il progetto guidato dall’Accademia di Belle Arti…

19 Gennaio 2026 18:22
  • Personaggi

Addio a Valentino Garavani: morto a 93 anni il re della couture

È morto oggi a Roma Valentino Garavani, fondatore dell’omonima maison e figura cardine della moda italiana del secondo Novecento: aveva…

19 Gennaio 2026 18:07
  • Mercato

Singapore è il luogo ideale per una fiera internazionale

Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…

19 Gennaio 2026 13:48
  • Teatro

Shirin Neshat debutta nella regia lirica, con Orfeo ed Euridice al Teatro Regio di Parma

La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…

19 Gennaio 2026 13:30