Categorie: Musica

MUSICA

di - 18 Giugno 2019
Tutti coloro che hanno avuto il merito di farsi la domanda giusta hanno ricevuto una risposta prevedibile: Liberato è tornato. Nel giorno del suo compleanno non ha mancato di ringraziare tutti del pensiero, caricando – proprio lui – sul suo account di Youtube un vero e proprio testamento audiovisivo, un dramma in cinque atti da vedere tutto d’un fiato, che la storia d’amore è “troppa bella”, che dopo Capri Revolution c’è sempre spazio per un Capri Rendez-Vous. Insomma, un vero e proprio EP in salsa audiovisiva che lo porta direttamente negli schermi a misura di pollici, in attesa di una prossima tetralogia dai contenuti esotico-partenopei, magari sul grande schermo.
Una storia tormentata, quella di Capri Rendez-Vous, che si nasconde nelle pieghe della nostalgia legata al tempo trascorso, vera panacea da offrire a una generazione di novelli residuati incapaci di vivere il presente pur di rifugiarsi nel passato. Una miscela esplosiva di contenuti e forme che può essere consumata una volta sola, che due volte è troppo e la papera non galleggia comunque, ché non c’è da piangere.
Liberato, Capri Rendez-Vous
Siamo lontani, lontanissimi dalle hit d’esordio, eppure vicini al vero volto di Liberato, che apre temporary shops, organizza concerti, fabbrica vinili. Una roba serissima, quasi quanto l’impegno del sempre encomiabile Francesco Lettieri nel nasconderlo dietro le sue immagini pronte all’uso. Giusto il tempo di tenere acceso il sacro braciere dell’arte come merce, et voilà. Si rianima il circolo dell’anonimato, a garanzia del suo successo. Fate un giro in rete, ci siamo cascati nuovamente tutti.
Ma la cosa più importante resta il dato eminentemente culturale che raccogliamo, facendo riferimento ai titoli di coda, dove in successione trovano spazio i mostri sacri del cinema quali modello ineludibile e, guarda un po’, nessuno in ambito musicale. Bene, accanto ai titoli di coda inseriteci cose tipo Dior, Chanel e tutte queste firme qui, perché il tipo di immaginario cui si è rivolto in questa occasione il Liberato nazionale è decisamente merceologico, pur riparato dalla foschia artisticamente impegnata che ne anima il mistero. Il punto su cui dobbiamo riflettere è se non sia arrivato il momento di dimenticare Liberato come il buon protagonista; dubito ce ne libereremo.
Antonio Mastrogiacomo

Articoli recenti

  • Mercato

A Milano, Sotheby’s mette all’asta i grandi maestri del Dopoguerra

Fontana, Accardi, Tancredi, Morandi: una selezione di capolavori (tutti in vendita) racconta l’arte italiana del Novecento. Tra debutti sul mercato,…

25 Maggio 2026 18:36
  • Design

Manufacto è la piattaforma che sta mappando le realtà di design e artigianato della Sicilia

Tradizione e progetto convivono in una serie di eccellenze che a Palermo hanno iniziato a collaborare e a farsi censimento.…

25 Maggio 2026 18:04
  • Mostre

L’orizzonte infinito di Luca Pancrazzi: la grande installazione a Milano

Dodici anni dopo la sua monumentale retrospettiva autobiografica, Luca Pancrazzi riannoda i fili del tempo e della memoria industriale negli…

25 Maggio 2026 17:30
  • Mostre

Judy Chicago a Venezia: la materia come linguaggio radicale

Con "The Materiality of Judy Chicago", Galleria Alberta Pane dedica all’artista americana Judy Chicago una mostra che mette al centro…

25 Maggio 2026 16:45
  • Fiere e manifestazioni

Arte Fiera arriva a 50 edizioni: le prime novitĂ  in programma per il 2027

Diretta da Davide Ferri ed Enea Righi, Arte Fiera torna a Bologna dal 5 al 7 febbraio 2027, celebrando la…

25 Maggio 2026 14:30
  • Arte contemporanea

Arte, impresa e paesaggio: Arianna Pace vince il Premio Ermanno Casoli 2026

Arianna Pace è la vincitrice della 24ma edizione del Premio Ermanno Casoli, dedicato al rapporto tra arte e impresa: l'artista…

25 Maggio 2026 13:30