La sala dello Studio Trisorio, completamente invasa dalla luce del sole, diventa perfetto teatro per la comprensione della pittura di Alfredo Maiorino, del quale sono esposti i lavori realizzati tra il 1999 ed il 2003.
Il processo compositivo di Maiorino si caratterizza per la minuziosa e lenta maestrìa con cui tratta la materia pittorica. Attraverso la sovrapposizione di “velature” di colore crea opache superfici che si presentano come monocromi. Da qui alle volte emergono (altre volte si nascondono) precise simbologie mistiche. Dall’artista sappiamo che questi elementi assumono determinati significati, perciò le ciotole indicano “noi stessi”,
Le ciotole sono raffigurate da prospettive sempre diverse, compromettendo sia i riflessi di luce, sia le ombre, così che queste si modificano “impersonando” entità differenti. Le croci e i pesci sono, invece, solo appena suggeriti, intravedendosi tra le stratificazioni del colore. Quindi le forme della raffigurazione si modificano, assecondando il punto di vista dell’osservatore e assumendo caratteristiche eterogenee. Pian piano i significati si rivelano e ci accompagnano verso la completa comprensione di un linguaggio che racchiude e custodisce contenuti intimi e contemplativi.
Le ciotole simulano solo per metà la perfezione della sfera, ma come spiega Maiorino,
Nel corso della sua produzione, Maiorino ha sviluppato un linguaggio evocativo di un peculiare lirismo soffermandosi, non solo sulla potenza del colore, ma anche sul potere ammaliante di elementi che assurgono a simboli della più profonda e autentica religiosità.
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