Categorie: napoli

fino al 8.IX.2006 | Eric Wesley | Napoli, Galleria Fonti

di - 6 Luglio 2006

Per chi conosce il lavoro di Eric Wesley (Los Angeles, 1973) è chiaro che sia lo stile che gli oggetti realizzati per la sua personale napoletana appaiono un po’ sfuggenti rispetto a tutte le esperienze precedenti caratterizzate da più rigore e precisione. La giovane promessa americana ha capito che oggi l’arte può essere individuata anche all’interno di una formula e, per questa via, rispolvera i vecchi principi alla base della creazione e lavora con la coscienza regolata sulla fisica aristotelica.
Addizione/sottrazione della materia, dunque, è il comune denominatore di questi recentissimi lavori, ma sostanzialmente diversi sono gli esiti della sua applicazione. L’itinerario della mostra è infatti pieno di sorprese. Sorprendente è l’analogia delle due sculture all’entrata con la precedente mostra di Nicola Gobbetto: strutturate per “occupare lo spazio” e realizzate con un assemblage di forme di polistirolo. Il processo di Wesley, però, gioca con due movimenti: uno di addizione delle forme, l’altro di sottrazione attraverso un gesto che taglia, spiana e frattura il nucleo solido della materia. Tutta l’operazione nasce in situ (come è evidente dal reportage fotografico che scandisce le pareti del corridoio) e, parodiando l’Hollywood Balls di Frank Gehry, risente dello spirito provocatorio e intenzionalmente monumentale dell’architetto canadese.
Nel susseguirsi di citazioni, anche il titolo della mostra (questa volta il riferimento è il leit motiv di una canzone di George Gershwin: “You say tomato. I say tomato. You say potato. I say potato”) può essere un utile richiamo. All’ironia si sovrappone l’illusionismo. Il coinvolgimento diretto del visitatore in un semplice (ma sempre efficace) gioco di punti di vista che, nell’installazione fotografica, avvia la ricostruzione del pomodoro e della patata, e proclama la percezione come fatto mentale.

La mostra, però, per l’occasione si conclude al secondo piano dove, nel vacillare di un appartamento in ristrutturazione, la ragion dialettica di Wesley dalla scultura di estende anche alla pittura. Nel rimando continuo a matrici e modelli culturali, l’artista da un lato sovrappone e dall’altro diluisce. Prima assume il motivo tipico del simbolismo europeo, la stella dorata, e la moltiplica fino a riempire la superficie della tela. Poi, con un gesto svelto e risolutivo, riesprime la pittura in privazione e sottrazione entro spessi contorni; trasformando quello ch’era massa e volume in velata, e un po’ acquosa, atmosfera.

articoli correlati
La personale da Franco Noero nel 2002
Top 100 Future Greats

marianna agliottone
mostra visitata l’8 giugno 2006


Eric Wesley – You say tomato. I say tomato
Galleria Fonti, Via Chiaia 229 – 80132 Napoli
Info tel/fax +39 081 411409 – orari: dal martedì al venerdì ore 16.30-19.30
info@galleriafonti.itwww.galleriafonti.it


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Dal vulcano alla Quadreria: Bizhan Bassiri al Museo Correr

Fino al 22 novembre 2026, l’area scarpiana del Museo Correr ospita “Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico”, il nuovo progetto…

4 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Zin Taylor, Propylon Stela: Tokens per un’Archeologia Fantascientifica

Lo spazio espositivo assume una forma cosmopoietica, una galassia di ambient tokens che si organizzano in una costellazione di sculture…

4 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

I record d’asta di Fratino, McKinney, Báez e Nishimura, e quello che hanno in comune

I nuovi traguardi fissati nel 2025 da quattro artisti Millennials diventano un’occasione per ripercorrere la loro carriera, dagli studi alle…

3 Marzo 2026 18:54
  • Mostre

Il Gran Teatro delle Idee: a Forlì il Barocco incontra il Novecento

Al Museo San Domenico di Forlì, “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee” rilegge il Seicento come categoria critica ancora attiva,…

3 Marzo 2026 18:36
  • Design

Morto a 96 anni Jean Widmer: sua la firma del logo del Centre Pompidou

È morto a 96 anni Jean Widmer, figura chiave del design europeo: fu autore dell'iconico logo del Centre Pompidou di…

3 Marzo 2026 17:30
  • Premi

Careof e la nuova generazione del video: Elisabetta Laszlo vince ArteVisione 2025

L'organizzazione no profit Careof di Milano annuncia la vincitrice di ArteVisione 2025: Elisabetta Laszlo, classe 2001, si aggiudica il premio…

3 Marzo 2026 16:29