Categorie: napoli

fino all’1.II.2009 | Mirabilia coralii | Torre del Greco (na), Palazzo Vallelonga

di - 30 Gennaio 2009
Tutte le strade portano a Torre del Greco. Almeno quelle del corallo. È da dodici anni, infatti, che Palazzo Vallelonga, edificio vanvitelliano sul Miglio d’oro caro all’aristocrazia settecentesca, nel cuore della città famosa per la lavorazione dell’“oro rosso”, ospita mostre dedicate alla pietra che non è una pietra. E se il taglio delle sei proposte precedenti era stato decisamente etnico, con viaggi in Uzbekistan, India, Mongolia e Yemen, l’approccio si fa ora storico e il sapore esotico prende un gusto decisamente più familiare.
In primo luogo, perché l’obiettivo si stringe sul Barocco, il più meridionale tra i secoli, attecchito in un Sud dove tutto, nel bene e nel male, parlava e parla di enfasi, opulenza, ridondanza. E la “meraviglia” mariniana qui si mostra senza freni, dallo scrigno da scrittura al Trionfo di Apollo. Oggetti dotati di un valore intrinseco, ma carichi altresì di significati e rimandi apotropaici, rituali e, non da ultimo, artistici. Se, infatti, ricami, intarsi, intagli e incastonature potrebbero semplicemente condurre alla lode di straordinarie capacità artigianali, il gusto del modellato e l’equilibrio degli accostamenti esulano da una produzione semplicemente “banausica” e si affacciano legittimamente alle soglie delle arti, contestando la gerarchizzazione tra “maggiori” e “minori”.
Applicate, questo sì, visto che all’epoca il corallo veniva impiegato, e con una certa prodigalità, più come elemento decorativo o scultoreo che per foggiare gioielli. Abbondano perciò nel percorso suppellettili sacre e profane: ostensori incorniciati da raggiere fiammanti (tra cui uno, curiosissimo, a forma di cuore), capezzali con santi e madonne, acquasantiere, crocifissi, altaroli, calici e paliotti (notevole, per ricchezza d’ornato e soluzioni prospettiche, quello di San Francesco di Paola che attraversa lo Stretto di Messina); ma anche saliere, calamai, una coppia di pavoni.
Una varietà che rimanda a un altro aspetto, che conferisce unità e pregnanza al progetto espositivo. Che è quello del sincretismo religioso e dell’ibridazione interculturale, fioriti e sviluppatisi nella culla del Mediterraneo e generati, paradossalmente, da una lunga e travagliata vicenda di migrazioni, talvolta coatte, e discriminazioni. Questi (capo)lavori, creati prevalentemente per il mondo cristiano, sono infatti in debito verso arabi ed ebrei: furono questi ultimi ad affinare le tecniche manifatturiere, apprese nel Medioevo alla corte di Federico II, autentico coacervo di civiltà orientali e occidentali, e a divulgarle sulle coste di Genova, Livorno e del Regno di Napoli in seguito alla violenta e intransigente politica antisemita attuata in Spagna e in Sicilia sotto i cattolicissimi Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia nel 1492.
Anno in cui si schiusero le porte del Nuovo Mondo, mentre il Vecchio bruciava e si disperdeva in un clima di fanatismo e intolleranza. Pericolosamente ricorrente, tanto da ridurre il concetto di coesistenza pacifica a scomoda chimera d’una presunta modernità.

articoli correlati
Il corallo nel gioiello italiano contemporaneo

anita pepe
mostra visitata il 20 dicembre 2008


dal 20 dicembre 2008 al primo febbraio 2009
Mirabilia coralii. Capolavori barocchi in corallo tra maestranze ebraiche e trapanesi
a cura di Cristina Del Mare
Palazzo Vallelonga
Corso Vittorio Emanuele, 92 – 80059 Torre del Greco (NA)
Orario: da lunedì a sabato ore 10-13 e 16-19; domenica ore 10-13
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0813581562; infomostra@bcp.it; www.bcp.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

Collezionisti in Costa Azzurra: è tutto dalla decima edizione di Art Monte-Carlo

Con 26 gallerie internazionali, la fiera boutique ha festeggiato il decimo anniversario. Tra nomi storici, new entries e la nuovissima…

3 Maggio 2026 20:00
  • Mostre

Le mostre da non perdere a maggio: speciale Venezia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, a Venezia: ecco la nostra selezione…

3 Maggio 2026 16:55
  • Arte contemporanea

La luce protagonista della decima edizione di PARMA 360 Festival della Creatività Contemporanea

Un percorso diffuso tra mostre e installazioni che attraversa la città e mette al centro nuove forme di espressione artistica,…

3 Maggio 2026 16:00
  • Musei

Ayato Takemoto racconta i musei di Kyoto, dove la cultura incontra la natura

Ayato Takemoto è Deputy Director del Fukuda Art Museum e del SAMAC di Kyoto, due musei in cui le collezioni…

3 Maggio 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #202, altre forme di identità culturali e pubbliche: Loredana Denicola

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

3 Maggio 2026 9:30
  • Musei

Un’emersione identitaria: il MUSE presenta il Piano Strategico 2026-2028

Non un semplice documento di programmazione, ma una presa di posizione sul ruolo contemporaneo dell’istituzione museale. Con il primo Piano…

3 Maggio 2026 0:59