Categorie: Opening

Astrattismo geometrico, al ritmo sudamericano

di - 5 Aprile 2018
MAAB Gallery ci riserva sempre delle mostre preziose (e molto apprezzate da addetti ai lavori e non), come quella dedicata a Bruno Munari lo scorso novembre.
Fondata da Michael Biasi a Padova, dal 2013 MAAB è anche nel cuore di Milano. Le mostre si concentrano sulle sperimentazioni degli anni Sessanta e Settanta, con una particolare attenzione per l’Arte Cinetica e Analitica. La galleria, inoltre, gestisce gli archivi di Alberto Biasi e Gianfranco Zappettini. Nello spazio meneghino si inaugura oggi pomeriggio un’altro spiraglio sulla ricerca aniconica del secolo scorso. Questa volta la ricerca di Michael Biasi indaga la figura complessa, poliedrica, non priva di fascinazione predittiva, dell’artista, poeta e intellettuale uruguayano Carmelo Arden Quin (1913-2010), difficile da vedere dalle nostre parti. Non una progressiva astrazione dal reale la sua, in quanto a questo artista piace sottrarre l’immagine a ogni contingente occasionalità, ma un’operazione che va ricercata nell’ambito del pensiero filosofico prima ancora che nell’arte, quindi nell’innovazione profonda della tecnica e della scelta operata dei materiali. Siamo nell’alveo di ricerca di Jesùs Rafael Soto, Carlos Cruz Diez, Hélio Oiticica, Lygia Clarke, come di Raùl Lozza e Geraldo de Barros, tutti approdati all’astrazione geometrica subito dopo il secondo conflitto mondiale, quindi in differita per qualche anno rispetto ai colleghi d’oltreoceano. Con una lettura personalissima, contaminata di sussulti e ritmi da entroterra sudamericano, tra tratti decisamente “sensuali” di linee a geometrie, senza omettere una dinamica tridimensionalità che ne fa quasi delle pitture aggettanti, o “aumentate”, per utilizzare un neologismo dei nostri tempi. Tornando, però, a concentrarci su Carmelo Arden Quin, MAAB ci riserva da questa sera una selezione di undici opere che ben evidenziano non solo le peculiarità del linguaggio dell’autore, tra i fondatori del Gruppo Madí a Buenos Aires nel 1946, ma anche dell’entroterra artistico-culturale appena descritto. Ecco allora l’olio su tavola Madí (1949-53), dove la rottura del ritmo e la variazione della forma generano un’immagine armonica, elementi fondanti della dialettica pittorica dell’artista. In ogni sua opera, come accade in Origue (1948), forme e colori si muovono in un gioco danzante verso varie direzioni per concentrarsi, però, in un punto dello spazio, il centro geometrico. Lavori come Envol (1971), una pittura realizzata su una superficie concava, Quarto e Formes en H (entrambi 1949), esemplificano invece al meglio la direzione del suo linguaggio: in esse i quattro angoli retti del tradizionale supporto piano lasciano spazio a una nuova vivacità geometrica, conseguendo una profondità, una spazialità che appartiene a pochi altri. (Cesare Biasini Selvaggi)
In alto: Carmelo Arden Quin, Composition, 1947, olio su tavola, cm 48 x 59
In homepage: Carmelo Arden Quin, Formes en h, 1949, lacca su tavola, cm 76 x 63
INFO
Opening: ore 18.00
Carmelo Arden Quin. Más alla del marco [Oltre la cornice]
dal 6 aprile all’11 maggio 2018
MAAB Gallery
via Nerino 3, Milano
orari: dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 18; sabato su appuntamento
+ 39 0289281179 – www.artemaab.com

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