Categorie: Opening

I paesaggi colorati | parlano col Medioevo

di - 12 Luglio 2017
In quello che Guido Curto, il direttore, ha definito il Victoria & Albert Museum italiano, ovvero Palazzo Madama di Torino, arrivano i “Paesaggi” dentro la splendida cornice della Corte Medievale. Sono di Franco Fontana, fotografo modenese a cui la città emiliana ha dato i natali insieme ad altri illustri artisti nati in area, da Franco Vaccari a Luigi Ghirri, da Franco Guerzoni a Olivo Barbieri.
E così, grazie alla collaborazione del Palazzo con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino – vengono messe in scena venticinque immagini di grande formato in prestito dalla UniCredit Art Collection, con la curatela di Walter Guadagnini, già direttore artistico della Unicredit Collection e ora, appunto, a capo di CAMERA.
Segni particolari della mostra? Non paesaggi “anemici”, citando Mario Schifano, ma colore. Tanto colore inteso come rivelazione, come fondamento di poetica, come linguaggio assoluto attraverso il quale passa ogni possibilità
di espressione, rifuggendo il terrore, e questo Fontana lo ha praticato in tutta la sua lunghissima carriera, che le cromie sminuissero la portata della fotografia.
“Nel colore Fontana cerca e trova gli equilibri compositivi, e con il colore risolve lo spazio: nulla importa, a chi guarda, dove quella fotografia sia stata scattata, né quando, nulla importa del contesto. In questo senso, il suo è un paesaggio puro, liberato dalle necessità e dai vincoli della contingenza, poiché il vero soggetto della sua fotografia è il gioco delle cromie e delle luci, il taglio dell’inquadratura, l’estensione emotiva di questi elementi, non della natura in quanto tale”, si legge nella presentazioni.
Monocromi effettivamente, anzi policromi in dialogo con la storia, anche se Fontana la storia della fotografia italiana l’ha fatta a sua volta. Prime foto nel 1961, dalla metà degli stessi anni la sua fama diventa mondiale come uno degli “inventori” della moderna fotografia a colori, lavorando sugli spazi urbani e ottenendo anche una Laurea Magistrale ad Honorem in Design eco compatibile dal Consiglio della Facoltà di architettura del Politecnico di Torino. Un’occasione per riscoprire i “flash” di un Maestro.

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