Categorie: Opening

Kronenberg: mille sfumature di natura

di - 25 Settembre 2017
Nel rush di partenze della nuova stagione espositiva, è il turno oggi di Renata Fabbri arte contemporanea. Che ha scelto, per l’occasione, di presentare Giovanni Kronenberg. Milanese, classe 1974. Come già avvenuto in altri appuntamenti analoghi, la mostra non ha titolo. Questa mancanza è stata interpretata da alcuni come un “gesto semplice ed elegante” come la pratica stessa dell’artista, che è indubbiamente scandita dall’incedere di gesti molto semplici ed eleganti. Ma, a mio avviso, c’è dell’altro. Kronenberg sceglie di non dare un titolo al progetto espositivo per non congelare, come in un’istantanea, il significato delle sue opere sottoposte al pubblico. Significato che, infatti, è mutevole, cangiante, in relazione al tempo e allo spazio. E che il nostro artista, da sapiente demiurgo qual è, riesce infatti a piegare, volgere e stravolgere, di senso, significanti e significati.
Queste parole potrebbero sembrare alquanto oscure a chi non conoscesse già la sua ricerca.
Che parte da una raccolta di manufatti o reperti naturali insoliti, rari, spesso pertanto anche preziosi, collezionati negli anni e conservati nel suo studio. Che immagino come una specie di “wunderkammer 2.0”. “Non consumati dagli sguardi”, come lui stesso li ha definiti. Finché non decide di trasformarli in lavori attraverso interventi, il più delle volte, minimi. Kronenberg pone questi oggetti a contatto reciproco, quasi a innescare una reazione chimica, una mutazione alchemica, oppure una naturale inclusione od occlusione che li legherà in maniera indissolubile. Irreversibile. In una soglia liminare tra natura e artificio, tra materia ed essenza, tra verità ontologica e coscienza soggettiva. Il cui esito formale è il conseguimento di una nuova identità dei materiali utilizzati. Per fare qualche esempio, penso a Untitled, il grande cristallo di rocca smerigliato in forma prismatica sul quale è stata inserita una perla nera barocca a goccia. Ma anche a L’antinomia di Capitan Blicero, il corno d’alce che ricorda la morfologia di una mano con l’innesto di una piccola protesi, cioè di un ditale in argento. Oppure a Escoriazioni antropologiche 6, 7, 8, 9, composta da quattro spugne marine, il cui odore si mescola con un’essenza commerciale appositamente applicata. Sempre dall’ambiente marino proviene, poi, il dente di capodoglio di Mai menzionato in un tono superiore al sussurro, annerito da un sottile strato di fuliggine ottenuto dalla consunzione di una candela molto grassa. E, ancora, la bolla di vetro contenente la pelle di un muflone islandese. Tutte opere nelle quali mi sono imbattuto nell’ultima personale dell’artista allestita a Roma, presso la galleria di Sara Zanin.
Da Renata Fabbri ci attende da oggi, invece, una serie di opere inedite realizzate appositamente per l’occasione. Sculture e disegni su carta che ne anticipano o ne seguono le sorprendenti forme. Con lavori che, come di consueto, in gran parte sono adagiati a terra, evitando quindi l’aggiunta di supporti o sostegni, per concedere agli oggetti di abitare e vivere lo spazio e il tempo in completa libertà. E di agire e stimolare l’inconscio dello spettatore seducendolo, spiazzandolo, comunque relegandolo a una condizione di incertezza e di impotenza di fronte alla natura, all’ingovernabilità dei suoi fenomeni. Dove l’esigenza storica dell’uomo di catalogare la natura, di ordinarla, razionalizzarla, si scontra ancora una volta con la sua incapacità di possederla. (Cesare Biasini Selvaggi)
INFO
Opening: ore 18.30
Giovanni Kronenberg
dal 26 settembre al 11 novembre 2017
Renata Fabbri arte contemporanea
via A. Stoppani, 15/C – Milano
orari: martedì – sabato 11.00-13.00 / 15.30-19.30 (lunedì su appuntamento)
info@renatafabbri.it – tel. +39 02 91477463
quotazioni opere: da 1.500 a 20.000 euro

Articoli recenti

  • Fotografia

Nelle fotografie di Cate Colapietro, il corpo sfugge oltre il ritratto

La riflessione visiva di Cate Colapietro sul corpo nell’era digitale, tra contatto, assenza e disturbo: le fotografie sono in mostra…

15 Aprile 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026, la guida agli opening di oggi in città, tra gallerie e istituzioni

Prosegue la Milano Art Week 2026: con Untitled Association andiamo alla scoperta degli appuntamenti da non perdere oggi, con un…

15 Aprile 2026 11:30
  • On paper

exibart onpaper 132: dentro al momento più intenso del calendario artistico

In uscita exibart onpaper 132: nel nostro nuovo numero cartaceo, si parte dalla Milano Art Week per approfondire il momento…

15 Aprile 2026 10:47
  • Arte contemporanea

L’arte di Miguel Afa ci mostra come vivere la leggerezza del nostro tempo

Con l'artista brasiliano Miguel Afa approfondiamo i temi espressi dalla sua mostra alla Rhinoceros Gallery di Roma: il tempo interiore…

15 Aprile 2026 10:30
  • Libri ed editoria

Roberto Gramiccia, Teoria della Fragilità: un saggio contro la retorica della forza

Nel suo nuovo saggio, edito da Diarkos, Roberto Gramiccia propone una lettura della fragilità come motore culturale e umano, per…

15 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

La “Primavera Sacra” di Irina Zatulovskaya: la mostra alla Galleria 200C di Venezia

Abbandonare la tela per inseguire la verità della materia: fino al 4 maggio 2026, alla Galleria 200C di Venezia, Irina…

15 Aprile 2026 0:02