Categorie: Opening

Kusaka, astrattista venata di poesia

di - 28 Marzo 2018
Prima di entrare nel vivo dell’Opening odierno una premessa mi è d’obbligo. Quando si parla dei linguaggi della ricerca artistica contemporanea, troppo spesso si omette quello della ceramica. Eppure è il linguaggio più complesso, più completo. Perché coniuga la pittura con l’abilità plastica propria invece della scultura, a cui si aggiunge la necessaria padronanza di un sapere tecnico-scientifico che entra in gioco nel momento in cui si scelgono i materiali (pigmenti, ossidi) e si sottopone la materia prima alla cottura. Con le conseguenti reazioni fisico-chimiche da prevedere e controllare per conseguire l’effetto voluto. Scusate se è poco. Nonostante quella specie di “damnatio memoriæ” che subisce l’arte ceramica come linguaggio artistico odierno, soprattutto in Italia, culla di una tradizione in questo ambito che non ha eguali nel mondo, ci sono tuttavia segnali positivi all’orizzonte. Uno di questi ha riguardato, lo scorso gennaio, a Frascati, la terza edizione di BACC, la Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea. Qui, nella splendida cornice delle Scuderie Aldobrandini, hanno esposto Francesco Ardini, Luigi Belli/Guido Scarabottolo, Raffaele Fiorella, Giovanni Gaggia, Eva Hide, Vincenzo Marsiglia, Dunia Mauro, Angela Palmarelli, Cristiana Vignatelli Bruni e Serena Zanardi, accanto agli artisti spagnoli Sophie Aguilera, Alberto Bustos, Xavier Monsalvatje, María Oriza Pérez, Juan Ortí, Gregorio Peño, Juan Pérez, Cristina Salvans, Manuel Sánchez-Algora e Nuria Torres invitati da Juan Carlos García Alía.
Oggi la ceramica torna nuovamente protagonista, questa volta a Roma, direttamente dall’Oriente, che vanta al riguardo un’altrettanto gloriosa tradizione plurimillenaria. Ci troviamo in uno dei templi del mercato internazionale dell’arte, ovvero Gagosian. Che presenta la prima mostra nel Belpaese di Shio Kusaka (Morioka, Giappone, 1972), un’astrattista venata di poesia. Un’artista raffinata nota per i suoi lavori in continua tensione tra astratto e figurativo, a partire dalle ceramiche in mostra nella capitale, variazioni sulla forma del vaso, disegnate e incise con linee geodetiche continue tramite un processo contemporaneamente sistematico e intuitivo. Si tratta di una personalissima declinazione dell’astrattismo lirico in cui le dinamiche del segno si sposano con le cadenze ritmiche, in una dimensione di rarefazione formale in rapporto allo spazio-tempo. Ma Kusaka va oltre, e riesce a fare del segno il “medium” per esprimere, chiarire e decantare i propri sentimenti, esperienze, sensazioni, attraversando terreni sinuosi quanto oscillanti. (Cesare Biasini Selvaggi)
In homepage: Shio Kusaka (line 65), 2017 
ceramica
71.12 x 48.26 x 48.26 cm, Foto di Brian Forrest.
Courtesy Shio Kusaka e Gagosian
In alto: Shio Kusaka Sulla sinistra: (line 68), 2017 ceramica 62.8 x 22.9 x 22.9 cm Sulla destra: (line 67), 2017 ceramica 60.3 x 29.8 x 29.8 cm, Foto di Brian Forrest.
Courtesy Shio Kusaka e Gagosian
INFO
Opening: ore 18.00
Shio Kusaka
Dal 28 marzo al 26 maggio 2018
Gagosian
Via Francesco Crispi 16, Roma
t. +39.06.4208.6498 | www.gagosian.com

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