Categorie: Opening

Nicole Voltan: se l’arte è un “cielo-terra”

di - 11 Ottobre 2017
Mucciaccia Contemporary di Giulia Abate è una galleria nel cuore di Roma su due livelli. Una galleria “cielo-terra” potremmo dire, prendendo in prestito la definizione di una storica tipologia abitativa italiana. Ideale, pertanto, per accogliere la mostra di Nicole Voltan (classe 1984) divisa per ubicazione, tra il piano terra e il primo piano, ma unita nel profondo di una riflessione, scandita tra “TERRA” e “CIELO”. Tra visionarie mappe astrali, come l’ordito di 759 aghi per formare le 88 costellazioni del nostro cielo, che rispondono all’esigenza di un rapporto con l’infinito, di una dilatazione e proiezione sulle lontananze. E oggetti scultorei, esito formale della manipolazione di materiali come la lava, il tufo, il ferro, i tessuti che, al contrario, ci riportano con i piedi a terra, chiedono di essere tenuti tra le mani, con tutto il gravame della forza di gravità, alludono a essere toccati, perché il visitatore si fermi più a lungo e con più attenzione. Insomma il dilemma annoso tra trascendenza e immanenza.
Non solo. Risulta altrettanto evidente quanto la giovane artista sia visceralmente legata alla natura che ri-crea attraverso un caratteristico e, per certi aspetti, inquietante biomorfismo.
Per questi lavori credo che Nicole Voltan trovi l’ispirazione in alcuni insoliti fenomeni naturali. Penso, per esempio, a quelli allestiti al piano terra della galleria (nella foto in alto). Una serie di opere che sembrano tratte da illustrazioni manipolate di libri di micologia, oppure appaiono ispirarsi a formazioni geologiche, come i Dirt Cones o gli Hoodoos che, attraverso la sua rielaborazione, si trasformano in qualcosa di più arcano e misterioso.
Voltan ricrea paesaggi immaginari nei quali lo spettatore possa immedesimarsi in un déjà vu, riconoscendo luoghi familiari, però non riconducibili a un tempo o a un luogo precisi. Le interessa così agire e stimolare l’inconscio del pubblico mettendolo di fronte a immagini che lo seducano e, nel contempo, lo spaventino, lo spiazzino relegandolo a una condizione di incertezza e di impotenza di fronte alla natura, all’ingovernabilità dei suoi fenomeni. Esemplare, al riguardo, l’opera dal titolo “In 2.000.000.001” (nella foto in home) in cui si vede, attraverso un minuzioso disegno a grafite su fasce separate, lo stato del pianeta tra due miliardi di anni, oggetto di mutamento dei mari, movimenti tettonici e spostamenti delle placche continentali. L’esigenza storica dell’uomo di catalogare la natura, di ordinarla, razionalizzarla, si scontra pertanto con la sua incapacità di possederla. Da qui la necessità di unirsi a essa percorrendo vie occulte, evocando pratiche magiche, rituali sciamanici, a cui le sue opere della Voltan non si sottraggono. Anzi. (Cesare Biasini Selvaggi)
In alto: Installation view. Piano Terra.Foto di Simon D’Exea

In home: In 2.000.000.001, 2017. Disegno a grafite su carta su pannelli, 170 x 170 x 6 cm
INFO
Opening: ore 18.00
Nicole Voltan. Piano Cielo / Piano Terra
dal 11 ottobre al 5 dicembre 2017
Mucciaccia Contemporary, Piazza Borghese 1/A, Roma
t. +39 06 68309404 | www.mucciacciacontemporary.com
orari: martedì-sabato, 10.30/19.00; domenica e lunedì chiusi
@mucciacciacontemporary | #mucciacciacontemporary  | #nicolevoltan | #pianocielopianoterra

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