Molto si è discusso sull’origine del toponimo Saccargia che secondo lo Spano deriverebbe dal vocabolo fenicio sachar ossia luogo chiuso, riferito probabilmente alla vallata circondata da rocce vulcaniche nel quale si erge la basilica. L’immagine di alcune vacche scolpite nel capitello del portico antistante potrebbe avvalorare l’ipotesi che il toponimo avrebbe origine, invece, da sa acarpa ossia vaccheria, data la notoria fertilità della vallata nel periodo medievale.
Secondo il Libellus Judicum Turritanorum la fondazione dell’abbazia camaldolese della SS. Trinità di Saccargia sarebbe da attribuire al giudice Costantino I de Lacon Gunale e a sua moglie Marcusa per adempimento ad un voto. Consacrata il 5 ottobre 1116 sotto il pontificato di Pasquale II, l’abbazia è documentata tra i possedimenti camaldolesi anteriormente al 1112. Dal XVI secolo risulta abbandonata per la progressiva decadenza dei benedettini fino al principio del XX secolo, quando, sotto la direzione di Dionigi Scano, si operò il restauro e la ricostruzione integrale di alcune parti senza sostanziali modifiche.
L’impianto a croce commissa, con aula mononavata, è costituito da un transetto triabsidato con bracci voltati a crociera e una facciata preceduta da un portico. L’edificazione della basilica in opera bicroma alterna cantonetti calcarei e basaltici che ne distinguono due diverse fasi costruttive, la prima propria di maestranze pisane attive nel giudicato di Torres alla fine dell’XI secolo, mentre la seconda, risalente alla seconda metà del XII secolo, è collocabile in ambito pisano-pistoiese.
All’impianto appartengono il transetto e parte dell’aula, successivamente
Bibliografia essenziale
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo ‘300 = Storia dell’Arte in Sardegna, Nuoro, 1993.
R. Delogu, L’architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, 1953.
G. G. King, Pittura sarda del Quattro – Cinquecento, a cura di R. Coroneo, Nuoro, 2000.
C. Maltese, Arte in Sardegna dal V al XVIII secolo, Roma, 1962.
G. Padroni, Orme pisane in Sardegna, Pisa, 1994.
M. Pintor, “La badìa e la chiesa di Saccargia” in Sardegna Economica, Cagliari, 1962.
D. Scano, Storia dell’Arte in Sardegna dall’XI al XIV secolo, Cagliari-Sassari, 1907.
A. L. Sechi, Ritrovare Saccargia, Cagliari, 1992.
R. Serra, Pittura e scultura dall’età romanica alla fine del ‘500 = Storia dell’arte in Sardegna, Nuoro, 1990.
P. Toesca, Il Medioevo, Torino, 1927.
roberta vanali
Progetto editoriale a cura di daniela bruni
Beirut al centro della mostra Shifting Crossroads | Beirut Contemporary. Undici artisti ne restituiscono fratture, memorie e trasformazioni: a Milano,…
Memorie, simboli e stratificazioni culturali tra Oriente e Occidente attraversano la pittura di Gulistan: le opere dell'artista cinese sono in…
La Fondazione Alinari ha annunciato il nuovo museo a Firenze: apertura prevista nel 2029 nel complesso di Santa Maria Novella.…
Invisibili per decenni, rivelati nell’anno del centenario. Così la major annuncia la riscoperta (e la vendita) di due lavori cruciali…
Dalla Reggia di Caserta alla Guggenheim di Venezia, passando per le Gallerie degli Uffizi, il mondo dell’arte celebra il pesce…
Annunciata la lista degli artisti che parteciperanno alla 16ma edizione di Manifesta, in programma dal 21 giugno 2026: un progetto…
Visualizza commenti
che bella!
vista con i miei occhi...è meravigliosa, tanto più quando appare all'orizzonte e non ti aspetti che lì in mezzo ai campi possa esserci una cosa simile
...è una cosa spettacolare,sono andato due anni di seguito in sardegna ed ogni volta capitavo di fronte a quella meraviglia...UNA COSA MERAVIGLIOSA..UNA TERRA MERAVIGLIOSA!!!!