È morta oggi a Roma, a 89 anni, Bianca Attolico, collezionista molto nota a Roma per la sua grande passione per il contemporaneo e per il suo sostegno ai giovani artisti. La triste notizia ci è stata confermata da fonti vicine alla famiglia.
Nata il 2 gennaio 1931, Bianca Attolico aveva ereditato la passione per l’arte e il collezionismo dal padre, il medico Tommaso Lucherini che, già nella seconda metà degli anni Quaranta, in una Italia alle prese con la ripresa del secondo dopoguerra, aveva iniziato a collezionare opere di Pirandello, Ziveri, Mafai, Carrà, Morandi, Campigli, Guttuso, De Chirico, Casorati e di altri grandi Maestri dell’arte figurativa italiana della metà del ‘900, che frequentavano abitualmente la casa di famiglia.
Negli anni ’60, Bianca Attolico intuì il cambiamento delle tendenze dell’arte, sempre più orientata al concettuale, e iniziò a seguire il lavoro di artisti all’avanguardia, come Jannis Kounellis, Pino Pascali, Mario Schifano, Fabio Mauri, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Castellani, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Giulio Paolini, Getulio Alviani, Sol LeWitt, Jospeh Kosuth, Luigi Ontani, Luca Maria Patella, con i quali era solita intrattenersi in lunghi confronti e ampie discussioni.
«Negli anni ’60 andai nello studio di Kounellis e gli dissi che ero una collezionista romana e lui mi chiese stupito: “Ah sì? Perchè esiste un collezionismo a Roma?”, dopo avergli risposto che io lo ero gli comprai un disegno. Tornai due anni dopo, in quel periodo stava lavorando alla serie dei fiori con gli automatici, allora mi guardò e mi disse: “Bianca, non mi puoi più comprare, mi ha comprato Agnelli”, e allora lo salutai e me ne andai. Ovviamente rimasi amica sua e poi comprai altre cose», raccontava in una nostra intervista, in occasione della presentazione di Una memoria contemporanea. Dalla collezione di Bianca Attolico, volume firmato da Ester Coen e Francesca Romana Morelli.
Dal 2000 iniziò a dedicarsi anche alla fotografia e la sua collezione è arrivata a includere artisti come Grazia Toderi, Vanessa Beecroft, Cerone, Muniz, Sierra, Sislej Xhafa, Kiki Smith, Mark Dion, Vik Muniz, Vedovamazzei, Jonathan Monk, William Kentridge, Tracey Emin e Ian Tweedy.
«Tutto quello che si trova qui, nelle mie stanze, ha un significato. Ognuna delle opere qui dimostra la mia identità Le ho prese perchè ho trovato in loro coraggio, melanconia, timidezza».
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