Professore emerito all’Università Federico II di Napoli, figura di spicco della filosofia italiana e internazionale, appassionato oratore e lucido pensatore, Aldo Masullo è morto oggi, a 97 anni, compiuti il 12 aprile. Masullo è morto a Napoli, città adottiva e di cui, nel 2018, diventò cittadino onorario e a ricordarlo è stato anche il Sindaco Luigi de Magistris: «Ha lasciato la vita terrena il maestro Masullo, al quale recentemente abbiamo anche conferito la cittadinanza onoraria di Napoli. Uno dei più grandi filosofi del secondo Novecento, di altissimo profilo etico, di profondo rigore intellettuale, ricordiamo le sue lucide analisi politiche fino ai giorni scorsi. Un faro per tanti, un solidissimo punto di riferimento della cultura partenopea». Schierato politicamente a sinistra e candidato nelle liste del Partito Comunista Italiano prima e in quelle dei Democratici di Sinistra poi, è stato Deputato e poi Senatore.
Aldo Masullo nacque ad Avellino, il 12 aprile 1923, e trascorse i primi dieci anni di vita a Torino. Nel 1933 tornò in Campania, a Nola, in provincia di Napoli, dove frequentò il liceo classico. Si laureò in Filosofia nel 1944, alla Federico II di Napoli, che era dominata dal pensiero di Benedetto Croce. Ma Masullo sviluppò un suo pensiero autonomo e si legò in particolare ad Antonio Aliotta, contrario all’idealismo. Studiò l’esistenzialismo e lo spiritualismo, quindi l’epistemologia e la fenomenologia – fu un grande studioso di Husserl – e, durante un soggiorno a Friburgo, approfondì la neurologia. Tutte queste correnti di pensiero si sarebbero poi incrociate e sviluppate nei suoi discorsi. Negli anni ’60 e ’70 visse pienamente la stagione della contestazione, considerato dagli studenti come un professore progressista.
Decine le sue opere, tutte lettissime e apprezzate, come seguitissimi erano i suoi corsi universitari. Nel 1986 ricevette la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte da parte del Ministero per la Pubblica Istruzione.
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