Categorie: Personaggi

Addio a Massimo Carpi: morto a 78 anni il collezionista con la passione per il Futurismo

di - 23 Marzo 2025

Un uomo riservato, sobrio, come la sua “divisa d’ordinanza” che aveva sempre indosso, ovvero una tuta nera. A dispetto della sua appartenenza al colorato e mediatico mondo della moda. Così mi sento di ricordare Massimo Carpi che ho frequentato sul finire degli anni novanta, quando cominciai la mia pratica da giornalista recensendo mostre d’arte sul sito della sua associazione, Futur-ism, alla quale aderirono numerosi collezionisti e autorevoli studiosi dell’avanguardia futurista.

L’immagine che porto con me di lui è alla sua scrivania, nel salotto dell’abitazione-quartier generale nel quartiere Nomentano della sua città, Roma. L’ho sempre visto impegnato al telefono a contrattare l’acquisto dell’ennesima opera d’arte per la sua collezione. Uno “occhio” attento e sensibile il suo nella lettura del lavoro di artisti con cui condivideva un animo creativo, visionario, volitivo, oltre le apparenze. Il primo quadro su cui si soffermò con me – lo ricordo ancora come fosse ieri – fu il suo Mirò Senza titolo che pagò quanto un appartamento.

Chi è stato Massimo Carpi

Ha fondato nel 1975 il marchio di moda Emanuel Zoo, del quale è stilista. Attivo fino al 1998 con negozi a Roma, Firenze, Milano, Parigi e distribuzione in tutto il mondo, un suo modello di blusa del 1981 è conservato presso il Costume Institute del Metropolitan di New York. Dai primi anni Ottanta inizia a collezionare opere d’arte, con particolare passione per il movimento futurista, Giacomo Balla in particolare, anche per l’amicizia con Enrico Crispolti (che gli fa conoscere le figlie di Balla, Luce ed Elica), con il quale collabora per le mostre degli anni ottanta, novanta e inizio 2000, da Casa Balla e il futurismo a Roma nel 1989 presso l’Accademia di Francia-Villa Medici a Futurismo 1909-1944 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2001.

Contribuirà a tutte le più importanti mostre sull’avanguardia italiana degli ultimi quattro decenni, da Futurismo & Futurismi a Palazzo Grassi nel 1986 a cura di Pontus Hulten fino a Post Zang Tumb Tuuum. Art life politics Italia 1918-1943 a cura di Germano Celant alla Fondazione Prada di Milano nel 2018.

Nel 1992 per la mostra monografica su Enrico Prampolini al Palazzo delle Esposizioni, a cura di Crispolti, disegna ed espone una rivisitazione dei costumi per il balletto Cocktail dello stesso Prampolini. Negli anni stringerà conoscenza e amicizia con tutti i principali critici di futurismo, a partire da Maurizio Calvesi, Maurizio Fagiolo dell’Arco e Giovanni Lista.

Colleziona anche opere di Klee, Masson, Ernst, Dorazio – di cui era amico – Accardi, Perilli, Turcato, Capogrossi, Burri, Fontana, Leoncillo, Scarpitta, Festa, Angeli, tra gli altri. Nel 2001 fonda l’associazione culturale Futur-ism, archivio dedicato alla promozione del movimento futurista tramite prestiti da collezioni private. L’associazione contribuisce a circa 190 mostre in Italia e all’estero, in alcuni dei più importanti musei del mondo, dal Musée d’Orsay di Parigi al Guggenheim di New York, e molti altri.

Complessivamente nella sua attività di collezionista ha contribuito a oltre 270 mostre. La sua passione prosegue nel percorso professionale dei due figli. Nel 2017 Massimo Carpi affianca all’Associazione Futur-ism la galleria d’Arte Futurism & Co, dedicata al futurismo, a Roma, affidata alla direzione della figlia Francesca; mentre suo figlio Giancarlo, storico dell’arte, è curatore di mostre in particolare sul Futurismo italiano, autore di fortunati saggi come Futuriste. L’altra metà dell’avanguardia (Castelvecchi Editore), che presenta l’opera e i manifesti delle artiste che fecero parte del movimento marinettiano, e che lo resero l’avanguardia con la più significativa partecipazione femminile di tutto il Novecento.

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