Categorie: Personaggi

Addio a Gaetano Pesce, morto il rivoluzionario designer che giocava con materiali e concetti

di - 4 Aprile 2024

Architetto, scultore, designer ma, soprattutto, talento creativo dalla potenza visionaria, Gaetano Pesce è morto oggi, 4 aprile, a 84 anni, a New York. Ad annunciare la scomparsa, la pagina social ufficiale: «Nonostante i problemi di salute, soprattutto nell’ultimo anno, Gaetano è rimasto positivo, giocoso e sempre curioso», si legge nel post. «Lascia i suoi figli, la sua famiglia e tutti coloro che lo adoravano. La sua unicità, creatività e messaggio speciale vivono attraverso la sua arte». In 60 anni di carriera, Pesce ha contribuito a superare i limiti tra le discipline e i linguaggi, confondere gioiosamente, con originalità e coraggio. Considerato tra gli esponenti più influenti del design italiano, protagonista del movimento dell’Architettura radicale – termine coniato nei primi anni settanta dal critico Germano Celant per indicare diversi atteggiamenti sperimentali nell’ambito di uno specifico fenomeno architettonico – Pesce è conosciuto in tutto il mondo per molte opere iconiche di disegno industriale, dalle poltrone UP per B&B Italia, del 1969, a L’Abbraccio, collezione in legno e resina realizzata per Le Fablier nel 2010.

Nacque a La Spewzia, l’8 novembre 1939, e studiò architettura allo IUAV di Venezia, dove insegnavano personalità come Carlo Scarpa e Ernesto Nathan Rogers. Frequentò poi l’Istituto di disegno industriale di Venezia e nel 1959 entrò nel nascente Gruppo Ennea, sorto a Padova e riunito intorno ad altri artisti provenienti dalla facoltà di architettura di Venezia, come Tino Bertoldo, Alberto Biasi, Sara Ivanoff, Milla Muffato e Gianfilippo Pecchini, tra gli altri. Il gruppo si sarebbe sciolto l’anno seguente, per dar vita al Gruppo N, attivo fino al 1966. Nel 1965 conobbe per la prima volta Cesare Cassina a Padova: fu l’inizio di una lunga amicizia e di una continua collaborazione con la ditta Cassina SpA.

Dal 1967, iniziò a ragionare sulla condizione dell’uomo nel mondo contemporaneo. Secondo Pesce, ogni oggetto della vita quotidiana doveva essere “significativo”. Come nel caso diella poltrona UP, una seduta che evoca il corpo di una donna collegata da una catena a una palla che funge da poggiapiedi, simbolo della condizione femminile (tema che ritornerà anche nella controversa Maestà sofferente presentata in Piazza Duomo, a Milano, nel 2019), oppure di una lampada che ha la forma di una mano in resina che emerge dal caos sorreggendo una sfera di vetro luminosa.

Nel 1972 Pesce partecipò a una delle mostre capitali per la storia del deisgn, Italy: The New Domestic Landscape, al MoMA – Museum of Modern Art di New York, città in cui si trasferì dal 1983, dando vita alla società Fish Design. Nella seconda metà degli anni ’70 aveva già trascorso diversi periodi in Francia, partecipando a vari progetti e commissioni. Nel 1989 progettò il Ponte dell’Unione Europea a Strasburgo dove, dal 1975, insegnava presso la Facoltà di Architettura. Nel 1996 gli fu dedicata un’ampia retrospettiva al Centre Pompidou di Parigi, mentre del 2014 è la retrospettiva Il Tempo della Diversitá, al MAXXI di Roma. Oggi le sue opere sono esposte nei musei più importanti al mondo, come il Metropolitan Museum of Art di New York e il Victoria and Albert Museum di Londra.

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