È stato uno dei pittori britannici più venduti e controversi della sua epoca, artista capace di imprimere nella memoria collettiva immagini sospese tra glamour e malinconia: Jack Vettriano è stato trovato morto sabato scorso nel suo appartamento a Nizza, nel sud della Francia, ma la notizia è stata diffusa solo lunedì. Aveva 73 anni e, secondo le prime informazioni, sarebbe deceduto per cause naturali.
Nato a Methil, il 17 novembre 1951, cresciuto in una famiglia operaia nella Scozia mineraria, Vettriano ha conosciuto fin da giovane la durezza del lavoro manuale. Dopo aver abbandonato la scuola a 16 anni per diventare apprendista tecnico minerario, si avvicinò alla pittura quasi per caso, ricevendo in dono un set di acquerelli al compimento dei 21 anni. La sua formazione fu completamente autodidatta: le prime prove erano copie di maestri impressionisti ma la svolta arrivò nel 1988, quando due sue opere vennero esposte – e immediatamente vendute – alla Royal Scottish Academy. Fu l’inizio di una carriera folgorante che lo portò a esporre in gallerie di Londra, New York, Hong Kong e Johannesburg.
Il passaggio da Jack Hoggan a Jack Vettriano avvenne con il trasferimento a Edimburgo, segnato dalla fine del suo matrimonio e dalla scelta di adottare il cognome materno, tributo alle radici italiane della sua famiglia. Il suo stile, ispirato all’estetica del film noir e alla sensualità delle atmosfere vintage, ha diviso la critica: se da un lato è stato accusato di una pittura troppo ammiccante e priva di profondità concettuale, dall’altro è riuscito a conquistare un pubblico vastissimo, raggiungendo un successo commerciale fenomenale.
La sua opera più celebre, The Singing Butler, è tra le immagini d’arte più riprodotte al mondo e i diritti sulle sue stampe gli hanno fruttato cifre straordinarie, con un guadagno annuo stimato in 500mila sterline. Nonostante il successo commerciale, Vettriano ha mantenuto un’aura di outsider rispetto al sistema dell’arte ufficiale, senza ottenere il riconoscimento delle grandi istituzioni museali britanniche. Tuttavia, il mercato ha sempre premiato il suo lavoro: nel 2004, l’originale di The Singing Butler è stato battuto all’asta per 744.500 sterline, mentre nel 2007 la sua opera Bluebird at Bonneville ha raggiunto le 468mila sterline da Sotheby’s.
Pochi giorni fa, a Palazzo Pallavicini di Bologna ha aperto la sua prima grande retrospettiva italiana a lui dedicata, a cura di Francesca Bogliolo, con oltre 70 opere, tra oli e grafiche a tiratura limitata.
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