Ma Weiwei non si ferma qui. Sunflower Seeds è tra le opere più discusse e viene allestita nel museo britannico Tate Modern. Cento milioni di semi di girasole di porcellana, dipinti a mano da artigiani cinesi della città Jingdezhen. Una condanna contro la spersonalizzazione dell’individuo a favore della folle e incontrollata produzione industriale. A gennaio del 2011 l’ufficio di Shanghai dell’artista, viene perquisito e letteralmente raso al suolo. A titolo provocatorio Ai organizza un party per festeggiarne la demolizione con 8 gruppi musicali e più di 500 persone, ma viene condannato agli arresti domiciliari per qualche giorno. Ormai la tensione è troppo alta. Il 3 Aprile, all’aeroporto di Pechino, viene arrestato senza nessuna accusa ufficiale. Viene fermata anche la moglie, Lu Qing, 8 dipendenti, il suo assistente e alcuni volontari del suo studio di design, ma liberati il giorno dopo. Il 6 aprile, le
Quattordici lettere, chiare, decise, dirette. Giuseppe ha studiato anche un legame con la rete, parte integrante della sua installazione. www.byebyeaiweiwei.com rappresenta un continuum dell’opera, un rapporto più stretto con Ai Weiwei che concentrava la sua lotta proprio attraverso il sistema informatico. Ora anche grazie a tutto questo l’artista é stato liberato il 22 giungo, sta bene ma é molto dimagrito. L’agenzia di stato Xinhuan ha dichiarato che la scarcerazione é dovuta alla buona condotta dimostrata con la confessione dei crimini. Infatti, dopo il pagamento di una cospicua cauzione e l’ammissione del reato di evasione fiscale e distruzione di documenti contabili, il dissidente ha ritrovato finalmente la libertà anche se al momento non potrà allontanarsi dalla sua abitazione. “Sono di nuovo a casa e sono libero ma non posso parlare“, queste sono le prime parole di Ai. Senza dubbio il forte clamore dell’arresto ha allentato la stretta della Cina ma, conoscendo Ai Weiwei, nei prossimo mesi farà nuovamente parlare di sè.
a cura di enrico migliaccio
[exibart]
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