Koyo Kouoh Photo credit Andile Buka
È morta improvvisamente, all’età di 57 anni, la curatrice camerunense-svizzera Koyo Kouoh, nominata a novembre 2024 come curatrice della 61. Esposizione Internezionale d’Arte, che inaugurerà il prossimo 9 maggio 2026. La presentazione ufficiale di titolo e tema si sarebbe dovuta svolgere il prossimo 20 maggio.
La curatrice aveva commentato con entusiasmo la sua nomina: «Artisti, professionisti dell’arte e dei musei, collezionisti, galleristi, filantropi e un pubblico in continua crescita si riuniscono in questo luogo mitico ogni due anni per cogliere il battito dello Zeitgeist. È un onore e un privilegio unici seguire le orme degli illustri predecessori nel ruolo di Direttore Artistico e creare una mostra che spero possa avere un significato per il mondo in cui viviamo attualmente e, cosa più importante, per il mondo che vogliamo costruire. Gli artisti sono i visionari e gli scienziati sociali che ci permettono di riflettere e proiettare in modi che solo questa professione consente»
La Kouoh si è è sempre contraddistinta per il suo sguardo femminista e panafricano, con progetti di respiro internazionale, che si riflettono nel suo percorso di ricerca: Direttrice Esecutiva e Chief Curator dello Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA) a Città del Capo dal 2019 è ha fondato di RAW Material Company, un centro per l’arte, la conoscenza e la società a Dakar, Senegal.
Ha fatto inoltre parte del team curatoriale di documenta 12 (2007) e documenta 13 (2012). Nel 2020 ha ricevuto il Grand Prix Meret Oppenheim, prestigioso premio svizzero che riconosce successi nei campi dell’arte, dell’architettura, della critica e delle esposizioni.
La notizia della sua scomparsa è stata comunicata ufficialmente dalla Biennale di Venezia, che in una nota di cordiglio esprime il dolore per questa perdita —umana in primis e per il mondo dell’arte: «La Biennale di Venezia tutta si stringe con affetto alla famiglia, agli amici e a tutti color che hanno condiviso con li un percorso di ricerca e di pensiero critico sull-rte contemporanea».
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
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