Professore, lei ha vissuto fin dall’inizio la genesi della fondazione. Con quali intenti è stata istituita e quali sono gli scopi che si prefigge?
La fondazione Piaggio nasce per declinare alcuni valori. Valori che Giovanni Alberto Agnelli, che è il vero ideatore di questo progetto culturale voleva che fossero il fulcro delle attività della Fondazione stessa. La promozione del patrimonio storico e culturale dell’azienda in rapporto al territorio, e si estrinsecano nella promozione di convegni, incontri scientifici e seminari su differenti campi della conoscenza e della formazione, e con la realizzazione di mostre e rassegne a carattere storico e artistico. Ogni iniziativa si sviluppa in stretta collaborazione con gli Enti Locali che infatti partecipano anche economicamente alle nostre attività.
Si sono ultimamente svolte due interessantissime mostre, come intendete porvi in futuro, nei confronti dell’arte contemporanea? Intendete sviluppare le vostre attività in questo settore? Cosa pensate riguardo alla attività dei giovani artisti?
Il nostro intento è di realizzare due o tre grandi mostre ogni anno. Nei primi mesi dell’anno prossimo ad esempio, avremo una mostra dedicata ad Enrico Baj, realizzata con la collaborazione del Comune di Pontedera. Il maestro, prima della sua scomparsa, aveva visitato il Museo Piaggio ed era rimasto particolarmente suggestionato e colpito dalla nostra struttura, dallo spazio, dal “clima” della Fondazione Piaggio. La medesima suggestione valeva sicuramente per la città di Pontedera e di conseguenza aveva preparato un progetto su misura per l’occasione: la decorazione con piastrelle di un lungo muro della città e un progetto espositivo ad hoc nel Museo Piaggio. I disegni preparatori erano già stati consegnati al Sindaco Marconcini ed a quanto mi risulta il lavoro di realizzazione è a buon punto, mentre per la parte di esposizione nel Museo il maestro in quella circostanza si era consultato con la sua più stretta collaboratrice e anche moglie, impostando un elenco di opere coerenti con questo ambiente.
Si sono invece svolte quest’anno due importanti mostre: una sull’attività di Gianni Pettena ed un’altra dedicata a Mino Trafeli. Ancora più recentemente, invece, abbiamo inaugurato una mostra dedicata ad un fenomeno che ha inciso molto sulla storia sociale di questo territorio: le balie di toscana (NDR – Balie di toscana nel mondo dal 27/09 al 18/10/2003). La mostra comprende anche due interessanti istallazioni ispirate al tema della maternità, una di Ottavio Troiano e una di Yunko Imada. Alla fine dell’anno abbiamo in programma una mostra realizzata in collaborazione con l’associazione Italia-Giappone,
E per quanto riguarda i giovani artisti?
In questo ambito operiamo in stretta collaborazione con il comune di Pontedera che ha da poco inaugurato uno spazio da dedicare proprio alla promozione dell’arte contemporanea.
Come vanno i rapporti con gli enti locali?
I rapporti con l’Ente Pubblico sono ottimi, sia la Regione che il Comune o la Provincia prendono parte alla nostra attività con attenzione ed in modo puntuale. Provincia e Comune sono soci fondatori della Fondazione, partecipano pariteticamente con Piaggio al finanziamento della Fondazione e dunque alla programmazione e alle scelte culturali che facciamo.
La Regione Toscana ci ha inserito nella tabella degli enti culturali di interesse regionale e quindi partecipiamo a tutte le sue attività di comunicazione culturale. Ad esempio il 25 settembre scorso, siamo stati con un nostro stand in uno spazio offerto della Regione al Salone “Museum Image” di Arezzo, che appunto ha per oggetto le attività legate alle istituzioni museali.
Dopo la scomparsa di Giovanni Alberto Agnelli, lei si trova a presiedere le attività della Fondazione, con quale spirito ha accettato l’incarico e come intende sviluppare in futuro le attività di questa organizzazione?
Ho accettato di fare il Presidente della Fondazione proprio perché fin dall’inizio avevo condiviso con Giovanni Alberto Agnelli l’idea del progetto e il suo progressivo sviluppo, accanto alla condivisione totale della visione di un impresa che ha una primaria funzione sociale nel territorio fatta di rapporti produttivi, ma anche di interazione sul fronte della mobilitazione della cultura e della formazione. Una condivisione molto forte che nonostante la consapevolezza del gravoso impegno e della difficile eredità, mi ha indotto ad accettare un incarico, che intendo portare avanti nel rispetto di quei valori che coinvolgono un proficuo scambio fra territorio e impresa.
giacomo bonciolini
[exibart]
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