Categorie: Personaggi

Morto Carlo Maria Mariani. Il ricordo di Sergio Ceccotti

di - 21 Novembre 2021

Carlo Maria Mariani si è spento nella Grande Mela (contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa che hanno indicato Roma come luogo della sua dipartita), circondato dall’affetto di sua moglie Carol Lane e del suo studio manager Clayton Calvert. Carlo aveva scelto di trasferirsi nella capitale mondiale del concettualismo d’avanguardia decenni orsono per essere l’artista emblematico di una pittura essenzialmente intellettuale che riafferma i valori sempre validi del classicismo pittorico. È stato il neoclassico contemporaneo che ha sfidato l’avanguardia, per usare le parole di Emanuela Termine.

«Già da un po’ la sua salute si era sfibrata e c’erano stati alcuni ricoveri in ospedale, ma era come se, prima di lasciarsi andare, volesse attendere di avere tra le mani il suo catalogo generale dei dipinti», mi riferisce Mary Angela Roth, sua amica di lunga data e anima del progetto del suo catalogo generale. Così è stato, Carlo ha avuto modo di poter vedere compiuta e stampata la pubblicazione con la sua opera pittorica completa, edita da Allemandi, un poderoso e puntuale lavoro curato da Emanuela Termine di 480 pagine con 686 illustrazioni. Ho chiesto a Sergio Ceccotti, grande sodale d’arte e di vita di Carlo, un suo ricordo. So di aver chiesto molto a Sergio, profondamente scosso come tutti noi da questo lutto. A Sergio devo la conoscenza di Carlo, memorabili conversazioni nei ristoranti al Ghetto di Roma, e alcuni preziosi epistolari tra me e Carlo che tra un po’ vorrei condividere su queste pagine.

Carlo Maria Mariani, La mano ubbidisce all’intelletto, 1983

Il ricordo di Sergio Ceccotti

Le agenzie ci informano che Carlo Maria Mariani è morto ieri, 20 novembre, a novant’anni “a Roma” (a Roma? Che io sappia era a New York e non aveva intenzione di muoversi). La storia di Carlo è complessa e a suo modo affascinante: dotato di un talento degno di un antico maestro,  lo aveva da giovanissimo utilizzato nell’arte sacra a contatto con un ambiente che non esiste più, quello dei decoratori e dei restauratori che gravitavano intorno  al Vaticano, gente senza la cultura scientifica di oggi, ma con una grande sapienza manuale. Carlo aveva lo studio a Trastevere e, nei tardi anni ‘50, quando avevo vent’anni e tentavo di diventare un artista, l’ho frequentato, invidiando la sua padronanza del linguaggio della pittura; quando, sposato con una danese, si trasferì a Copenhagen, ricordo che lo andai a trovare per portargli un regalo da parte di amici comuni.

In seguito l’ho rivisto in vari periodi e, poco per volta, ho seguito la sua evoluzione che lo ha portato fino al grande successo internazionale. E ho percepito il senso della sua arte: non voleva accontentarsi dei comodi vantaggi di una pittura di routine come il suo immenso talento gli avrebbe consentito, ma perseguiva un progetto di modernità (o di post-modernità, questa parola però forse ancora non esisteva) che per i suoi colleghi voleva dire liberarsi del sapere accademico, mentre per lui – genialmente – voleva dire recuperare fino in fondo questo sapere in chiave concettuale. Anche il suo breve periodo iperrealista era cosa diversa dal fotorealismo americano e aveva già il carattere di una complessa riflessione mentale.

Carlo Maria Mariani, La Costellazione del Leone

Stranamente, mentre a Roma ci vedevamo poco, con il suo trasferimento a New York ci siamo sempre più avvicinati: veniva molto spesso nella Città Eterna con la moglie Carol e ci vedevamo continuamente; negli altri periodi rimanevamo comunque in contatto. Carol – con cui mia moglie Teresa Campi e io abbiamo stretto una solida amicizia – rappresentava il suo legame con la realtà pratica ed economica, perché Carlo era totalmente immedesimato nell’arte, non aveva la patente, non usava il computer e sospetto che con la lingua inglese non se la cavasse bene, pur vivendo a New York da anni.

Negli ultimi tempi si è occupato del suo catalogo generale, che è appena uscito; non dipingeva più, ma scriveva continuamente, forse riflessioni sull’arte che sarebbe interessante leggere e magari vedere pubblicate.

Mi dicono che negli ultimi anni le sue quotazioni d’asta non siano state entusiasmanti, ma fortunato chi ha potuto comprare a prezzi vantaggiosi perché c’è da prevedere un grande risveglio di interesse per questo unico, inimitabile artista.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Due visioni del Mediterraneo: Salvador Dalí e Alessandro Valeri in dialogo a Matera

Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…

24 Aprile 2026 19:00
  • Mostre

Una mostra a Venezia ci porta nella camera dove Freud scrisse la sua opera più famosa

Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…

24 Aprile 2026 17:30
  • Mostre

Cœur à Barbe: se Man Ray va dal barbiere

Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…

24 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quando l’algoritmo entra nei campi: Cao Fei a Fondazione Prada Milano

A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…

24 Aprile 2026 17:00
  • Arte contemporanea

Turner Prize 2026: chi sono i finalisti dell’importante premio d’arte contemporanea

Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…

24 Aprile 2026 14:01
  • Mostre

Nel sonno si dissolve il controllo: una mostra per delega da Mondoromulo

Nella project room della galleria Mondoromulo, a Benevento, una mostra condivisa di Vincenzo D’Argenio e Fabrizio De Cunto affronta il…

24 Aprile 2026 12:20