[1]
Alan Weisman, The World Without Us, Virgin Books, London 2007, p. 4.
[2] Per
una ricca introduzione alla cultura post-apocalittica nordamericana cfr.
Spencer R. Weart, Nuclear Fear. A History of Images, Harvard University
Press, Cambridge (Mass.)-London 1988. Si veda anche Paul Brians, Nuclear Holocausts. Atomic War in Fiction 1895-1984, Kent State University Press,
Kent (Ohio)-London 1987, e Paul Boyer, When Time Shall Be No More. Prophecy
Belief in Modern American Culture”, Harvard University Press, Cambridge
(Mass.)-London 1994.
[3]
Angela Carter, The Infernal Desire Machines of Doctor Hoffman, Penguin, London 1986,
p. 19.
[4]
Laura Spinney, Return to Paradise, “New Scientist”, vol. 151, n.
2039, 20 luglio 1996, p. 26.
[5]
Richard Jefferies, After London or Wild England, The Echo Library, Cirencester
2005, p. 26. Come ha dimostrato Patrick Parrinder, la valle del Tamigi è un
tipico scenario di eventi apocalittici nella narrativa ottocentesca. Cfr.
Patrick Parrinder, From Mary Shelley to The War of the Worlds: The Thames
Valley Catastrophe, in David Seed (ed.), Anticipations. Essays on Early
Science Fictoon and its Precursors, Liverpool University Press, Liverpool 1995, pp.
58-74.
[6]
Fredric Jameson, Archeaologies of the Future. The Desire Called Utopia and
Other Science Fictions, Verso, London-New York 2005, p. 11.
[7]
Malcolm Bowie, Psychoanalysis and the Future of Theory, Blackwell, Oxford
1993. La felice definizione che Darko Suvin ha dato della science fiction come “literature
of cognitive estrangement” sottolinea in maniera analoga la rilevanza del contesto
sociale. Cfr. Darko Suvin, Metamorphoses of Science Fiction, Yale University
Press, New Haven 1979, parte I.
[8]
Frank Kermode, The Sense of an Ending. Studies in the Theory of Fiction, Oxford University
Press, Oxford 1966.
florian
mussgnug
*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 58. Te l’eri perso? Abbonati!
Questo
articolo si basa su un intervento tenuto nell’ambito di “Synapsis 2008”
(Certosa di Pontignano, Siena, settembre 2008). Una versione più ampia sarà
pubblicata nel 2010 sui “Quaderni di Synapsis”.
[exibart]
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